Viaggio in Sudafrica fai-da-te: itinerario di 14 giorni

Anche se con un po’ di ritardo dovuto a vari inconvenienti tecnologici, ecco qui l’articolo che vi avevo promesso! Se state organizzando un viaggio fai-da-te in Sudafrica, è possibile che siate alla ricerca di spunti sull’itinerario da seguire, in questo post trovate il diario di viaggio delle nostre due settimane alla scoperta della Nazione Arcobaleno.

Prima di entrare nel merito della questione, ci tengo a far notare che il Sudafrica è grande! Molto grande. È il 25esimo paese per estensione a livello mondiale e il primo della parte meridionale dell’Africa. Due settimane non sono sicuramente sufficienti per visitare cotanto Paese ma vi posso assicurare che il poco che riuscirete a vedere varrà davvero la pena! Per via dei grandi spostamenti in auto che abbiamo effettuato direi che praticamente abbiamo fatto un road-trip in piena regola. Se cercate una vacanza relax e non avete moltissimi giorni a disposizione, il Sudafrica potrebbe non essere la vostra meta ideale, provate a dare un occhio alle altre destinazioni per ulteriori spunti.

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Per tutti gli altri invece: Pronti, partenza, via!

Giorno 1 – Arrivo a Johannesburg

Il nostro itinerario del Sudafrica parte da Johannesburg. Raggiungiamo Johannesburg con un giorno di ritardo rispetto alla tabella di marcia per problemi meteorologici. Questo imprevisto non ci ha permesso di dedicare il tempo che avremmo voluto alla visita di Joburg, come viene chiamata affettuosamente dai locali. Arrivati in aeroporto prendiamo subito la macchina e dopo un veloce giro del quartiere di Rosebank partiamo alla volta di Lydenburg dove passiamo la prima notte. 

Abbiamo scelto di fermarci a Lydenburg per diverse ragioni, la prima è che si trova più o meno a metà strada tra Johannesburg e il Kruger National Park e la seconda è che da qui si snoda un percorso panoramico che tocca diversi punti di interesse alcuni dei quali davvero impressionanti.

/!\ Attenzione: tutti coloro che scelgono di visitare il Sudafrica in auto, dovrebbero evitare di guidare dopo il calar del sole. Noi siamo andati un Sudafrica ad ottobre e alle 18.00 era buio pesto, l’illuminazione delle strade è nulla e la manutenzione non sempre è eccellente. Guidate con prudenza e con la luce. In questo sito potete consultare gli orari  di alba e tramonto per mese dell’anno. /!\

Giorno 2 – da Lydenburg a Malelane

Il secondo giorno lasciamo Lydenburg in prima mattinata e imbocchiamo la statale R36 fino alla nostra prima tappa, le Echo Caves. Queste grotte sotterranee erano un tempo abitate da una delle popolazioni indigene della zona, abbiamo approfittato di un visita guidata per esplorarle meglio e ci siamo rimessi in marcia sulla R532.

Lungo questa strada panoramica abbiamo fatto la nostra seconda tappa, più precisamente ci siamo fermati al belvedere del Three Rondavels che regala una vista mozzafiato sul Blyde River Canyon e sulle tre particolari conformazioni rocciose tra cui si snoda.

Qualche chilometro più avanti ci siamo fermati per una passeggiata ai Bourke’s Luck Pothole, delle specie di piscine naturali che si aprono tra le montagne.

Siamo passati poi per le Berlin Falls e God’s Windows, un altro spettacolare punto panoramico. I luoghi di interesse naturalistico non mancano lungo la R532, ma essendosi fatto tardi dopo quest’ultima visita abbiamo proseguito verso Malelane, uno dei gate di accesso al parco Kruger.

Con il senno di poi sarebbe stato più sensato entrare al parco Kruger da Hazyview un altro dei vari accessi al parco, ma pazienza, il giorno successivo siamo entrati trionfanti al Kruger National Park dal Gate meridionale di Malelane.

Three Rondavels - Blyde River Canyon

Giorno 3 e 4 – Safari al Kruger National Park

Il Parco Nazionale Kruger è indubbiamente un’istituzione naturalistica, una delle più grandi riserve dell’Africa è habitat naturale dei famosi Big 5 (elefanti, leoni, leopardi, bufali, rinoceronti). Ho dovuto dedicare un post a parte al Kruger perché non mi bastavano poche righe per raccontare tutto, se avete intenzione di passare qualche giorno nel Parco vi consiglio di leggerlo.

Per riassumere brevemente, il primo giorno abbiamo girato il parco con la nostra auto e siamo usciti dal gate Paul Kruger dove avevamo prenotato l’alloggio. Il giorno successivo ci siamo uniti a un tour organizzato dalle guide del parco, siamo partiti all’alba e rientrati al gate verso mezzogiorno. Nel pomeriggio abbiamo lasciato la riserva per passare un giorno in un altro parco naturale vicino alla città di Hoedspruit.

Giorno 5 – rientro a Johannebsurg e volo per Cape Town

La mattina del quinto giorno ci siamo svegliati con calma e ci siamo rimessi alla guida per raggiungere l’aeroporto di Johannesburg. La strada è lunghina ma i paesaggi della statale R36 sono davvero favolosi, ci siamo fermati per fare varie foto lungo il cammino. Prima di rientrare in aeroporto ci siamo fermati a Johannesburg per una cena rapida e abbiamo poi preso il volo che ci avrebbe portato a Cape Town. Siamo arrivati a Città del Capo relativamente tardi, per cui il tempo di prendere la macchina che avevamo noleggiato e raggiungere il nostro appartamento vicino al Waterfront e poi subito a letto.

Come accennato all’inizio le ore di luce in Sudafrica sono meno rispetto all’Italia per cui vi consiglio di fare cena presto, andare a letto con le galline e poi sfruttare per bene le prime ore del mattino.

Trova l'alloggio a Cape Town

Giorno 6 – Visita al Table Mountain National Park

Il sesto giorno lo abbiamo dedicato alla visita  del Table Mountain National Park ovvero il Parco Naturale che si estende tutto intorno a Cape Town. Ci sono moltissimi punti di interesse nel Parco e un giorno non è assolutamente sufficiente per vedere tutto ma è comunque un inizio.

Noi abbiamo cominciato con la visita alla colonia di pinguini di Boulder’s Beach. La spiaggia di Simon’s Town accoglie una delle più grandi colonie del Sudafrica di questi uccelli che passeggiano tranquillamente sulla sabbia e nuotano nelle acque cristalline, se non temete il freddo potrete farvi un bagnetto con i pinguini! Parte della spiaggia ovviamente è protetta e non si può accedere, ci sono delle passerelle dalle quali si può osservare la colonia da lontano, il primo pezzettino però è libero e gli incontri ravvicinati con i pinguni sono garantiti!

Ci siamo rimessi in marcia per raggiungere il Capo di Buona Speranza (Cape of Good Hope), il punto più meridionale della Penisola del Capo. Molti pensano erroneamente (e io ero tra quelli) che questo è il punto in cui si incontrano i due oceani, pacifico e atlantico. Non è così, ciò avviene parecchi chilometri più a est a Cape Aghulas. Il Capo di Buona Speranza è un’area protetta dal paesaggio stupefacente che varia dalle spiaggie di ciottoli alle altissime scogliere a strapiombo sul mare. Qui vivono libere diverse specie di animali autoctoni tra cui struzzi, babbuini e procavie che incontrerete in abbondanza. È possibile fare diverse passeggiate per ammirare lo spettacolo della natura, la più battuta è quella che porta fino a Cape Point (raggiungibile anche attraverso funicolare) da cui si gode di una vista panoramica MOZZAFIATO!

Rprendiamo la via di Città del Capo prima che cali il sole e la via del ritorno ci riserva l’ultima sopresa della giornata, il primo avvistamento di una balena blu! Mi ero fermata a fare qualche foto sulla spiaggia nei pressi di Simon’s Town perché c’era una bellissima luce ed ecco spuntare dall’acqua il tipico pinnone laterale della balena blu! CHE EMOZIONE!!!

Colonia di pinguini - Boulders Beach, Table Mountain National Park

Giorno 7 – Scalata al Devil’s Peak e visita a Cape Town

Il paesaggio di Cape Town à caratterizzato dall’immensa montagna dall cima piatta che la circonda, che per la sua particolare conformazione prende il nome appunto di Table Mountain (table = tavola). L’idea iniziale era quella di raggiungere la cima della Table Mountain per goderci il panorama da lassù. Ci sono due modi per raggiungerla, a piedi, scarpinando parecchio oppure con la teleferica rossa panoramica. Il problema è che spessissimo la cima della Table Mountain è ricoperta da una coltre di nubi che impedisce totalmente la visibilità; la tipica coperta di nuvoloni viene definita dai locali Table Cloth (tovaglia). Tutto questo per dire che ovviamente, quando ci siamo messi in moto per scalare la Table Mountain, la vetta era già piena di nuvole e abbiamo quindi optato per raggiungere la cima del Devil’s Peak, una conformazione rocciosa a forma di picco con una stupenda vista sulla città e sulla Table Mountain.

Cerco di darvi un paio di dritte “meteorologiche” in caso voleste salire alla Table Mountain. Io ho notato che la mattina presto c’è generalmente il sole che scalda moltissimo le acque intorno alla città. Verso mezza giornata tutto questo vapore che si è creato è salito lungo le pareti della Table Mountain e ha generato le nuvolone. Tendenzialmente nel primo pomeriggio piove poi per qualche oretta e il cielo torna a sgombrarsi poco prima del tramonto, il momento migliore per fare una passeggiata al Waterfront. Ovviamente io non sono Giuliacci e non è detto che sia sempre così, ma da quello che ho potuto osservare, il momento migliore per salire alla Table Mountain è la mattina presto.

Tornando a noi, la scalata al Devil’s Peak dura circa un’ora e mezza, l’ultimo tratto è bello tosto ma verrete ricompensati dalla vista. Consigliatissimo!

Il pomeriggio lo abbiamo dedicato alla visita del “centro” di CapeTown con una rapida tappa al City Hall, una passeggiata sul lungomare e abbiamo concluso con un giro sul Waterfront dove abbiamo scattato qualche foto alla famosa ruota panoramica.

Giorno 8 – Immersione con gli squali bianchi a Gaansbai e visita a Hermanus

L’ottavo giorno eravamo pronti per una scarica di adrenalina! Un téte a téte con il più grande predatore dei sette mari, lo squalo bianco!

Prima di decidere dove e come immergerci con gli squali bianchi avevo ovviamente fatto varie ricerche circa la sostenibilità di questo tipo di attività. I tour di avvistamento degli squali bianchi non sono dannosi per gli animali, se effettuati con le dovute precauzioni. Scegliete un tour che sia condotto da esperti, tutti coloro che li organizzano devono essere dotati di una particolare licenza: confermate che ne siano provvisti. Assicuratevi poi che le gabbie utilizzate abbiano sbarre tondeggianti affinché l’animale non si ferisca all’avvicinarsi e che il cibo utilizzato per attirarli sia quello previsto dalla legge (tonno tipicamente). Verificato quanto sopra, potete partire all’avventura. Di fatto questi tour hanno anche lo scopo di sensibilizzare i viaggiatori su questi grandi predatori che oggi rientrano tra le specie minacciate.

Detto questo siamo partiti alla volta di Gaansbai a circa due ore e mezza da Cape Town con l’intenzione di avvistare lo squalo bianco, purtroppo dopo tre ore di giro in barca, con il mare e mosso e diversi rimestamenti stomacali, siamo tornati a terra con la coda tra le gambe. L’unico squalo che abbiamo visto era un “copper shark” che si è avvicinato un paio di volte ed è scomparso con la stessa velocità con cui era arrivato.

Non vi fate “abbindolare” come noi, non è piacevole stare tre ore al freddo e a vomitare, a meno che non visitiate il Sudafrica nei nostri mesi estivi lasciate stare: le possibilità di avvistamento al di fuori di giugno, luglio e agosto sono davvero basse! … Peccato che quest’informazione ce l’abbiano data una volta a tornati a terra…

Comunque, non ci siamo persi d’animo e dopo questo “flop” abbiamo raggiunto la baia di Hermanus dove siamo stati decisamente più fortunati. La città di Hermanus è famosa per il transito delle balene ed è stato solo necessario sedersi ed aspettare un po’ per vedere un magnifico esemplare che ci salutava con il suo codone all’aria.

Stanchi morti, dopo aver anche bucato una gomma, siamo rientrati a Cape Town.

Hermanus - avvistamento balene

Giorno 9 – Garden Route: prima tappa Oudtshoorn

Il nono giorno cominica ufficialmente il nostro roadtrip lungo la Garden Route, uno dei percorsi panoramici più famosi del Sudafrica. Questa famosa strada collega Cape Town alla città di Port Elizabeth. Non farete fatica a capire perché si chiama Gard Route, specialmente in primavera. Il percorso si snoda tra la vegetazione autoctona con fiori di mille colori e sembra proprio di guidare in un giardino! In genere chi inizia la Garden route da Cape Town lo fa prendendo la strada lungo la costa che passa appunto da Hermanus e Gaansbai. Siccome noi ci eravamo già stati il giorno prima, abbiamo deciso di raggiungere la prima tappa, Oudtshoorn, attraversando i vigneti e le montagne. Se fate questa strada potrete anche cogliere l’occasione per fare qualche degustazione dei famosi vini sudafricani, io ho apprezzato particolarmente il Pinotage che non avevo mai provato buonissimo! Se siete esperti di vini o avete qualche consiglio da dare al riguardo scrivetecelo in un commento!

Raggiungiamo Outdtshoorn dopo diverse ore di guida. Questa piccola città è famosa per l’allevamento degli struzzi, se vi interessa l’argomento avrete la possibilità di partecipare ad una visita guidata che vi spiegherà tutto su questi grandi uccelli. Una volta a Oudtshoorn si facevano anche le corse con gli struzzi ad oggi proibite grazie al successo degli animalisti.

Giorno 10 – Garden Route: da Oudtshoorn a Knysna

Dopo esserci svegliati presto ci rimettiamo in macchina per raggiungere la seconda tappa: la cittadina di Knysna. Knysna è famosa per le sue spiagge, se siete amanti del surf potrete cimentarvi nella cavalcata alle onde nella baio di Buffalo (Buffel’s Bay). Se siete amanti del surf leggete anche il nostro articolo sul nord della Spagna.

Giorno 11 – Garden Route: da Knysna a St. Francis Bay

Lasciata Knysna, partiamo alla volta di St. Francis Bay, lungo il cammino ci siamo fermati a Plettenberg Bay per un altro incontro con le balene. Una seconda sosta l’abbiamo fatta al Bloukrans Bridge un ponte sospeso a 216m dall’omonimo fiume. I più temerari potranno fare bunjee jumping da qui, a quanto pare si tratta del terzo salto più alto al mondo.

Arrivati a St. Francis ci fermiamo a cenare in uno dei pub del paesino dove il propietario si ferma a chiaccherare con noi e a darci qualche dritta per un paio di buoni punti dove fare surf il giorno successivo.

Struzzo - Table Mountain National Park

Giorno 12 –  St. Francis Bay

Questo giorno lo passiamo in relax facendo surf con uno degli abitanti della cittadina. Il resto della giornata lo dedichiamo alla visita al faro e al lungo mare. È possibile anche noleggiare delle barchette a remi per fare il giro della baia.

Giorno 13 –  Da St. Francis Bay a Port Elizabeth

È quasi giunto il termine del nostro road trip e dopo una sosta alla spiaggia di Jeffreys Bay raggiungiamo Port Elizabeth. Non abbiamo avuto molto tempo da dedicare a Port Elizabeth, ma in generale non ci è sembrata eccezionale. Il mio consiglio è di utilizzare questa città solo come punto d’arrivo o di partenza.

Giorno 14 –  rientro a Johannesburg e visita della città

L’ultimo giorno prendiamo un volo la mattina presto da Port Elizabeth e raggiungiamo Johannesburg. Non avendo avuto la possibilità di visitarla all’arrivo per via del ritardo causato dal volo cancellato, decidiamo di fare un giro per esplorare la città.

Moltissime zone di Johannesburg non sono considerate sicure per i visitatori e tutti consigliano caldamente di non andare in giro da soli se non si conosce la città. Se non siete prudenti potreste rischiare di finire senza accorgervene in uno dei quartieri ad alto tasso di criminalità.

Alberi di Jacaranda - Johannesburg

Dopo due settimane perfette abbiamo deciso di non rischiare la sorte per cui abbiamo optato per fare una visita alla città utilizzando il Bus Turistico. Si tratta di uno di quei pullman a due piani che fanno tappa nei principali punti di interesse; un’audioguida spiega dettagliatamente la storia della città. Ovviamente non è un’esperienza immersiva però era l’unica cosa che ci sembrava logico fare per il tempo a disposizione.

La sera torniamo in aeroporto per salutare definitivamente il Sudafrica, un paese stupefacente sotto tantissimi punti di vista!

 

E voi? Avete in programma un viaggio in Sudafrica? Ci siete già stati e ci volete raccontare il vostro itinerario? Siete degli esperti di vini sudafricani? Lasciateci un commento! Vi aiuteremo se avrete bisogno di informazioni e apprezzeremo molto ogni vostro contributo!

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