Portogallo: viaggio in macchina alla scoperta di Algarve e Alentejo

È arrivato settembre e le vacanze sono praticamente già un ricordo, ma sono sicura che in molti staranno già pensando alla prossima meta! Se siete alla ricerca di un viaggio low-cost che sia un buon compromesso tra cultura, svago, relax e panorami pazzeschi, valutate il Portogallo!

Qui sotto trovate un breve riassunto del nostro itinerario di due settimane alla scoperta delle migliori località per praticare surf, delle spiagge per rilassarsi, dei templi romani del I secolo, della cultura e ovviamente del buon cibo 🙂 Non avendo moltissimi giorni a disposizione ci siamo concentrati sulla parte sud del Portogallo e in particolare sulle regioni dell’Alentejo e dell’Algarve. Anche il nord del paese ovviamente merita una visita! Per chi fosse interessato a breve pubblicherò una breve guida di Porto, visitata in un’altra occasione.

Per il viaggio di quest’anno abbiamo deciso di noleggiare un’auto. Abbiamo affittato la macchina attraverso un nuovo comparatore che si chiama EasyTerra che ha tariffe con copertura totale del rischio decisamente convenienti, anche se per fortuna non è stato necessario testare la polizza 🙂 Per maggiori informazioni potete lasciarmi un commento sotto.

Purtroppo per quest’anno abbiamo dovuto rinunciare alla nostra fedele moto per via delle distanze, ma speriamo di riprenderla presto.

GIORNO 1 – Arrivo a Lisbona e partenza per Peniche

Siamo partiti di buon’ora alla volta di Lisbona, ma se sperate di trovare maggiori informazioni sulla scoppiettante capitale del Portogallo purtroppo siete nel posto sbagliato. Avendola già visitata in passato abbiamo deciso di non fermarci questa volta e quindi, una volta ritirata la macchina ci siamo subito messi in viaggio verso nord alla volta di Peniche una piccola località costiera famosa in tutto il mondo per le sue onde tutte da surfare!
Il paesino in sé non ha particolare fascino ma le spiagge e le scogliere del Cabo Carvoeiro ci hanno lasciato a bocca aperta.
Qui come in tutto il Portogallo l’acqua dell’oceano è gelida e il clima anche d’estate è un po’ freschino per cui se siete di quelle persone che amano fare le lucertole al sole probabilmente questo posto non fa per voi.

GIORNO 2 – Peniche

Il secondo giorno lo abbiamo dedicato al surf buttandoci nelle acque della Praia do Gamboa, una delle principali della città con spot adatti a tutti i livelli.
Il pomeriggio abbiamo approfittato per fare una bella camminata lungo il Cabo de Carvoeiro, abbiamo raggiunto il faro e poi fatto un giro in centro per vedere la fortezza.
Ci siamo poi allontanati un po’ dal centro per andare alla spiaggia di Supertubos (Praia do Medão), nella speranza di vedere qualche surfista all’azione, ma purtroppo non era il giorno giusto per le onde. La spiaggia comunque è bellissima, consiglio di farci un salto.

Peniche Cabo Carvoeiro

GIORNO 3 / 4 / 5 – Ericeira e Nazaré

Da Peniche si siamo spostati poi al sud, verso Ericeira, un altro baluardo del surf portoghese. Qui ci siamo fermati un paio di giorni per goderci le spiagge, il surf e i dintorni.
Il paesino è molto carino e decisamente più vivace rispetto a Peniche. In città ci sono diverse spiagge, ma la mia preferita è stata la Foz de Lizandro, leggermente a sud rispetto al centro.
A Ericeira è obbligatorio fare surf almeno una volta! Se proprio non ce la potete fare, potete dedicarvi ad altre attività, in città infatti abbondano i centri di yoga e massaggi.
L’ultimo giorno, partendo da Ericeira, siamo andati a fare una gita a Nazaré, cittadina rinomatissima tra gli amanti del surf per essere stata lo scenario di un’impresa pazzesca: è qui infatti che si è raggiunto il record dell’onda più grande mai surfata.
Vi consiglio di dare un’occhiata al video su Youtube se non lo avete mai visto perché è da brivido.
La città di Nazaré in sé è molto carina e merita una visita, ha un piccolo centro in cima a un promontorio da cui si gode di una vista spettacolare sulla spiaggia principale del paese dove potrete fermarvi a prendere il sole per qualche ora.

Giorno 6 – Sintra e viaggio verso Badajoz

Il sesto giorno abbiamo abbandonato Ericeira per fare una prima tappa nella vicina Sintra.
Sintra è un posto a dir poco sorprendente, una piccola cittadina che sorge tra i colli dell’omonima Serra ricoperta di abbondante vegetazione. A Sintra sorgono alcuni tra i palazzi e le architetture più originali che io abbia mai visto e non lo dico per dire! Consiglio assolutamente a tutti una visita alla Quinta de Regaleira un edificio decisamente singolare; i suoi giardini nascondono pozzi, grotte con laghi sotterranei, labirinti e molto altro. Occhio a non perdervi! Il prezzo d’ingresso è di circa 6€ se la memoria non m’inganna ed è inclusa l’audioguida, quando siamo arrivati noi però ne erano rimaste solo in tedesco per cui abbiamo girato la Quinta de Regaleira in autonomia.
Nel pomeriggio dopo un abbondantissimo pasto a base di migas ci siamo diretti verso l’entroterra per raggiungere Badajoz.
I più geograficamente preparati sapranno che Badajoz si trova in Spagna e non in Portogallo. Abbiamo deciso di fare questa deviazione per andare a trovare alcuni amici del posto e passare qualche giorno in Estremadura, dove, neanche a dirlo, si mangia benissimo!

Sintra Quinta de Regaleira

Giorno 6 – Badajoz – Cáceres e Merida

Tanto per cominciare siamo rimasti piacevolmente sorpresi da Badajoz, la città che nessuno spagnolo che io conosca ha MAI visitato. In genere quando dico di esserci stata mi guardano storto e mi dicono: “Per fare che?”  E invece merita una visita!
Il centro storico e la muraglia sono davvero piacevoli da girare a piedi. Badajoz in sé si vede in un giorno ma è un ottimo punto di partenza per visitare le città patrimonio dell’umanità dell’UNESCO di Cáceres e Merida. Una visita al teatro romano di Mérida è praticamente d’obbligo.

In Estremadura le giornate scorrono lente, soprattutto d’estate quando fa molto caldo, per cui se decidete di fare queste tappe, prendetevela con calma e adattatevi ai ritmi locali, ma soprattutto non uscite nelle ore centrali della giornata, c’è un alto rischio arrostimento.
Il paesaggio tipico dell’Estremadura è quello della dehesa costellato di querce centenarie; è qui che vengono allevati a ghiande i maiali che da cui si produce il pregiato prosciutto pata negra.

Giorno 7 – Elvas e Monsaraz

Il settimo giorno rientriamo in Portogallo nella regione dell’Alentejo per visitare la città fortificata di Elvas. Qui si trova il maggior numero di fortificazioni-baluardo al mondo, tutte dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Io sono rimasta anche affascinata dal grandioso acquedotto da cui si accede alla città. L’acquedotto unisce la città di Amoreira (da cui prende il nome) e Elvas, è lungo 8,5 km ed è alto ben 31 metri! È considerato il più grande di tutta la Penisola Iberica.

Se passate da Elvas dovete provare per forza il bacalhau dourado, una ricetta locale a base di patate, uova e baccalá ovviamente, a me che non sono una grande fan del baccalà è piaciuto moltissimo.
Nel pomeriggio ci siamo diretti a Monsaraz dopo aver fatto un bagno nel fiume. Monsaraz è una piccola cittadina ammuragliata con casette bianche e un panorama spettacolare sulle valli circostanti. Se pensate di visitarla consiglio vivamente di farlo al tramonto, ci sono diversi ristorantini con terrazza da cui si può godere della vista.
Mi ha ricordato molto l’affascinante castello di Berat in Albania di cui scriverò a breve.

Giorno 8 – Evora e Beja

Il giorno successivo è stata la volta di Évora, un’altra città cinta da mura che per il suo patrimonio storico e architettonico è stata dichiarata città-museo e anch’essa fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Qui ci sono tantissime cose da vedere, come ad esempio il Tempio Romano di Diana di epoca Augustea che è uno dei meglio conservati della Penisola Iberica. Anche la Cattedrale, ricostruita in stile gotico nel XV secolo è degna di visita. Entrare costa qualche euro ma potrete salire sul tetto per ammirare il panorama.

Se siete amanti del macabro fate un giro alla Capela dos Ossos, di fianco alla chiesa di San Francesco. Tutte le pareti e le colonne sono decorate con ossa e teschi umani. Pare che la cappella fosse stata fatta costruire da un monaco francescano a monito della brevità della vita…tutta una carica di ottimismo insomma!

Nel pomeriggio siamo andati a Beja sperando che si sorprendesse almeno quanto Evora e invece devo dire che è stata una delle tappe che ci saremmo potuti risparmiare. Da totale profana devo dire che il castello non mi ha particolarmente emozionato.

Giorno 9 e 10 – Vilanova de Milfontes e Costa Vicentina

Dopo Beja ci siamo ributtati sulla costa e più precisamente ci siamo fermati un paio di notti in un paesino vicino a Vilanova de Milfontes, una rinomata località turistica.

Mentre nell’entroterra Alentejano ci sembrava di essere gli unici visitatori, qui siamo tornati nella parte più frequentata del Portogallo e ce ne siamo accorti soprattutto dai prezzi, che nonostante fossero accessibili, erano comunque raddoppiati rispetto a quelli dei giorni precedenti.

Noi abbiamo alloggiato a Casa Maono un posto spettacolare in mezzo ai campi. I due ragazzi che la gestiscono sono molto sensibili ai temi dell’ecologia e della sostenibilità per cui siamo andati subito d’accordo. Hanno costruito la casa e progettato un orto secondo i principi della permacultura di cui saranno felici di parlare con gli ospiti. Per un prezzo molto accessibile la sera potrete cenare in giardino e gustare i piatti a base di verdure biologiche dell’orto. Mi sento davvero di consigliare questo posto anche perché i ragazzi hanno cominciato da poco la loro attività e meritano un incoraggiamento 🙂 Andateci!

Dalla casa si può raggiungere a piedi o in macchina la Praia Malhao e la Praia Aivados (circa 3km) entrambi buoni spot per fare surf (se siete principianti meglio puntare su Praia Malhao che è un beach break).

Se passate da queste parti NON potete perdervi una cena al ristorane O’ Amandio, serve pesce freschissimo alla brace a prezzi accettabilissimi, noi lo abbiamo trovato per caso salvo poi scoprire che si tratta di un ristorante super rinomato e che i portoghesi fanno anche ore di macchina per gustarsi le sue prelibatezze.

Vilanova de Milfontes è un’ottima base per visitare la parte nord del Parco Naturale del Sudest Alentejano e Costa Vicentina. Noi abbiamo deciso di goderci questo paradiso facendo beach-hopping ossia saltando da una spiaggetta all’altra.

Abbiamo cominciato dalla Praia dos Buizinhos con una visita al Faro di Cabo Sardão da cui si gode di una vista eccezionale sulle scogliere. Ci siamo poi mossi verso sud passando per Porto das Barcas, Zambujeira do Mar e la Praia da Arrifana. Da lì siamo poi rientrati sulla statale N120 per raggiungere Lagos, la destinazione finale del nostro viaggio e punto di appoggio per visitare le bellissime spiagge dell’Algarve.

Giorno 11 – 16 Lagos e l’Algarve

Abbiamo scelto Lagos come punto per partire alla scoperta dell’Algarve, abbiamo dedicato 4 giorni interi al surf e due ad esplorare la bellissima costa di questa regione, che non a caso è la più visitata del Portogallo.

Piccola informazione, se siete interessati al surf l’Algarve non fa affatto al caso vostro ma in una quarantina di minuti da Lagos si raggiunge comodamente la Praia Vale Figueras adatta anche ai principianti. Se invece volete dedicarvi ad altre attività come il wind surf, il kite o le immersioni, siete nel posto giusto 🙂

Algarve

Lagos in sé è una piccola cittadina piuttosto turistica con diversi ristoranti e opzioni per l’alloggio. È vicina a diverse spiagge alcune delle quali con paesaggi da cartolina come la Praia Do Camilo. Le spiagge più vicine al centro cittadino sono sempre affollatissime, soprattutto in alta stagione, meglio andarci la mattina presto per non trovare ressa.

Da Lagos proseguendo in direzione Faro si trovano le spiagge più emblematiche del paesaggio dell’Algarve ossia la Praia da Marinha e la vicina Praia da Mesquita. Queste due cale dall’acqua turchese e le rocce a strapiombo sul mare sono un passaggio obbligato per chiunque visiti l’Algarve. Parlerò più approfonditamente delle spiagge da non perdere nel prossimo post proprio dedicato a questo argomento.

Noi abbiamo deciso di alternare la visita alle spiagge a quella delle vicine cittadine come Portimão, famosa per le sue sardine e Sagres celebre per le sue scogliere, il faro e la fortezza. Vicino a Sagres si trova il Cabo de São Vicente (Capo di San Vincenzo), il punto più a ovest dell’Algarve, da qui partono diverse passeggiate che percorrono le scogliere a strapiombo sul mare e il panorama è davvero impareggiabile! Occhio a chi soffre di vertigini 🙂

Consiglio anche di fare un salto a Monchique, nell’entroterra, verso l’ora del tramonto. Monchique è una piccola cittadina su un promontorio da cui si gode di una vista bellissima sulle valli e sul mare, è anche famosa per i suoi ristorantini che servono dell’eccellente pollo piri-piri (attenzione che è piccante!), potete provare quello del Café Imperio (meglio prenotare).

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Giorno 17 – rientro da Faro

Siamo rientrati a casa con un volo dall’aeroporto di Faro, il più comodo per chi intende visitare l’Algarve. Purtroppo non esistono voli diretti dall’Italia per cui, se volete viaggiare comodi dovreste optare per gli aeroporti di Lisbona o di Siviglia in Spagna.

Come sempre spero che questo articolo sia stato utile a tutti coloro che sognano di visitare il Portogallo, ovviamente se avete dubbi o domande non esitate a scrivermi, rispondo sempre a tutti 🙂 Buone Vacanze!

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