Interno del forte di Nizwa, Oman

Visitare l’Oman: itinerario fai da te di 10 giorni

Se state pensando di organizzare un viaggio in Oman fai da te e avete bisogno di qualche idea per l’itinerario da seguire, leggete questo diario di viaggio, sono sicura che troverete qualche spunto interessante.

Noi avevamo 10 giorni a disposizione, sicuramente non abbastanza per visitare a fondo tutto il Sultanato dell’Oman, ma comunque sufficienti per innamorarsi di questo sorprendente paese 🙂

Se ancora non lo avete fatto, leggete la guida alla preparazione del viaggio in Oman fai da te per qualsiasi info.

Giorno 1 – Partenza da Milano e arrivo a Mascate

Il primo è stato un giorno di viaggi e spostamenti. Per raggiungere la capitale Mascate abbiamo scelto un volo della compagnia Turkish Airlines in quanto più economico rispetto ai voli diretti offerti da Oman Air.

Se anche voi scegliete un volo non diretto con scalo a Istanbul, considerate almeno 8 ore di tragitto aereo più il tempo dello scalo. Noi siamo partite da Milano alle 10.30 della mattina e abbiamo raggiunto Mascate all’1 del mattino del giorno successivo.

Una volta arrivate in aeroporto, abbiamo passato la dogana, acquistato il visto turistico di 10 giorni e ritirato il 4X4 che avevamo prenotato dall’Italia.

Abbiamo anche comprato delle SIM della compagnia Omantel che ci hanno permesso di avere internet sul telefono e quindi di poter utilizzare il GPS per muoverci in città. Vi sconsigliamo di avventurarvi per Mascate senza un GPS visto che orientarsi può essere abbastanza complicato all’inizio.

I ragazzi dell’autonoleggio comunque sono stati gentilissimi e uno di loro, vista anche la tarda ora, si è offerto di accompagnarci fino all’appartamento che avevamo prenotato. Stanche morte ci siamo addormentate sulle note del canto del Muezzin che recitava la prima preghiera del mattino.

Per queste e altre informazioni per organizzare il viaggio non dimenticate di leggere la nostra guida!

Vai alla guida!

Giorno 2 – Visita a Mascate

Il secondo giorno è cominciato con un’abbondante colazione in uno dei bar che si aprono lungo la “Corniche”, il lungomare di Mascate.

Recuperate le forze del viaggio e acclimatateci alle temperature, ci siamo poi incamminate verso il suq di Mutrah (il mercato della città vecchia). Devo ammettere che il suq di Mascate non è uno dei più spettacolari che abbia mai visto: non è paragonabile a quelli di Istanbul o Marrakech, ma è notevolmente più tranquillo e la visita è MOLTO meno stressante, i venditori infatti sono molto gentili e per nulla insistenti. Ad ogni modo se siete amanti dei suq avrete modo di sbizzarrirvi in quello di Nizwa, molto fornito e folkloristico.

Lampade colorate all'interno di un suq, Oman.

Abbiamo poi proseguito il nostro tour con la visita (da fuori) al palazzo del Sultano Qaboos (Al Alam) che si trova nella zona est della città. Nei dintorni del palazzo ci sono anche diversi musei tra cui il Museo Nazionale dell’Oman centro di conservazione della cultura omanita, il Museo Bait Al Zubair che contiene principalmente armi e oggetti di uso comune e il Museo delle relazioni franco-omanite, ubicato nella casa del vecchio console francese. Nelle montagne circostanti il palazzo Al Alam si possono anche avvistare diversi antichi. Quello di Al Jalaili fu costruito nel 1580 per difendere la città dagli attacchi ottomani.

Stanche dalla visita e del caldo abbiamo poi raggiunto la spiaggia del quartiere di Quorum dalla quale si può godere di un bellissimo tramonto. La spiaggia come quasi tutte quella della capitale è quasi deserta ad eccezione di qualche sporadico passante, se riuscite a trovare un punto abbastanza nascosto alla vista potrete anche arrischiarvi a sfoggiare il bikini.

La giornata l’abbiamo conclusa con una birretta al pub dell’hotel internazionale (non è possibile acquistare alcol la di fuori dei resort internazionali) seguita da una buona cena al ristorante Turkish House, cibo davvero ottimo! Consigliatissimi i gamberoni!

Prima di andare a dormire abbiamo fatto un’ultima scappata a vedere le illuminazioni serali della Grande Moschea del Sultano Qaboos…da non perdere!

Giorno 3 – Grande Moschea del Sultano Qaboos e arrivo a Nizwa

La mattina del terzo giorno è stata dedicata alla visita della Grande Moschea del Sultano Qaboos, sicuramente una delle maggiori attrattive della città. La moschea è aperta al pubblico solo la mattina dalle 08.00 alle 11.00. Per accedervi, le donne dovranno coprirsi polsi, caviglie e capo; è possibile affittare delle tuniche e dei copricapo all’ingresso.

Nel 1992 il Sultano Qaboos decise che l’Oman doveva avere una Grande Moschea e fu così che si diede inizio ai lavori di costruzione terminati nel 2001.

L’edificio è davvero maestoso e copre una superficie di 40.000 m2. Il minareto più alto raggiunge i 90 metri di altezza, mentre la cupola della sala di preghiera principale arriva a 50m. Diversi elementi della Grande Moschea inorgogliscono gli italiani in visita, di fatti per molte decorazioni dell’interno è stato utilizzato il marmo di Carrara; il lampadario di 14 m in cristallo di Swarovsky invece è stato realizzato dall’azienda italiana Faustig.

Lampadario di cristallo, Grande Moschea, Mascate, Oman

Degno di nota è anche il gigante tappeto, prodotto in Persia, composto da 1.700.000.000 nodi e pesante circa 21 tonnellate che copre una superficie di più 4000 m2. Insomma la Grande Moschea di Mascate è davvero una bellezza da primato in tutti i sensi!

Terminata la visita abbiamo passato ancora qualche oretta in spiaggia prima di partire alla volta di Nizwa, la antica capitale del Sultanato.

La strada che separa Mascate da Nizwa è molto bella e panoramica, per percorrerla calcolate circa un’ora e mezza di viaggio.
Una volta raggiunta Nizwa abbiamo lasciato i bagagli in albergo e siamo partite alla volta del centro per una primo breve tour della città continuato poi il giorno successivo.

Giorno 4 – Nizwa e partenza per Wahiba Sands

Il quarto giorno è stata la volta della visita al forte di Nizwa, uno dei meglio conservati del Paese costruito nel 1650 per la difesa dell’area, molto ambita per la sua ricchezza di risorse naturali.

Dopo il tour non poteva mancare un bel giro all’interno del suq della città, davvero ben fornito e completo di qualsiasi tipo di mercanzia; nei vari negozietti troverete, frutta secca, tè, caffè, recipienti di terracotta, essenze e addirittura armi! Qui potrete davvero dare sfogo alla vostra voglia di shopping 😛

Negozio di recipienti di terracotta, Nizwa, Oman

Consiglio spassionatamente una visita al suq dei datteri, un’esperienza davvero “gustosa”. I datteri, di cui non mi sono mai reputata una grande fan, sono davvero dolcissimi e buonissimi, provateli tutti e scegliete quelli da riportare indietro con voi. Se riuscite a visitare Nizwa il venerdì potrete assistere anche al folkloristico mercato del bestiame.

Dopo pranzo abbiamo ripreso la macchina per raggiungere Bidiyah, la porta d’accesso al favoloso deserto di sabbia della tribù nomade dei Wahiba, meglio conosciuto all’estero con il nome di Wahiba Sands.

Lì avevamo appuntamento con Obaid, un beduino proprietario di un piccolo accampamento di tende al limitare del deserto. L’ho seguito fino alla nostra tenda nella mia prima esperienza di guida su sabbia…che emozione!!! Un piccolo consiglio, se pensate di avventurarvi nel deserto da soli, ricordate di portare il vostro 4×4 a regolare la pressione delle gomme.

Arrivate al campo abbiamo condiviso qualche dattero e un paio di tazze di buon caffè al cardamomo con la famiglia di Obaid e poi ci siamo incamminate verso alcune alte dune per andare ad assistere allo spettacolo del tramonto…assolutamente bellissimo! Io il deserto di sabbia non lo avevo ancora mai visto prima dell’Oman e mi è piaciuto davvero tantissimo, non potevamo smettere di fare foto, rotolarci nella sabbia e riempirci gli occhi di quello spettacolo.

Al rientro Obaid ci aveva fatto trovare la cena pronta, abbiamo quindi mangiato insieme e poi lo abbiamo seguito verso il falò che aveva acceso sotto le stelle, lì ci ha raccontato la storia della tribù beduina dei Wahiba, ci ha mostrato qualche costellazione e poi siamo rimasti distesi a cercare di intravedere qualche stella cadente.

Stanche dalla giornata abbiamo preso le nostre brande, le abbiamo spostate all’esterno della tenda e ci siamo addormentate sotto un fantastico cielo stellato.

Giorno 5 – Wahiba Sands, Wadi Bani Khalid e la riserva delle tartarughe di Ras Al Jinz

Questo è stato sicuramente il giorno più impegnativo del viaggio cominciato con una bella sveglia presto! Alle 5.00 tutti in piedi per riscalare nuovamente le dune e dare il benvenuto all’alba.
Abbiamo giocato un po’ con le caprette e i cammelli dell’accampamento prima di ripartire per la nostra seguente destinazione: Wadi Bani Khalid!

Approfitto per fare un piccolo inciso sui Wadi che non potrete fare a meno che sentire nominare se decidete di visitare l’Oman. Wadi significa “letto del fiume” in arabo ed è una dicitura che viene utilizzata per fare riferimento ai torrenti che scorrono scavando percorsi tra le montagne rocciose e desertiche del paese. Spesso questi fiumiciattoli creano delle bellissime pozze d’acqua circondate da palme dentro cui è possibile fare il bagno per trovare ristoro dal caldo soffocante.

Di Wadi in Oman ce ne sono molti più o meno belli e di più o meno facile accesso. Wadi Bani Khalid è uno dei più comodi da raggiungere dalla strada ma non per questo meno suggestivo di altri.

Wadi Bhani Kalid, Oman

Noi abbiamo fatto tappa a questo Wadi sulla strada per Ras Al Jinz, si tratta di una vera e propria oasi nel deserto (roccioso), un paesaggio degno di una cartolina!

Si può lasciare l’auto nel parcheggio che è piuttosto ampio, il Wadi è poi raggiungibile camminando qualche minuto a piedi: approfittate della visita per fare un bel bagno!

Essendo molto vicino alla strada è piuttosto battuto anche da molta gente del posto, portatevi dietro qualche maglietta coprirvi in caso non riusciate a trovare un posticino appartato dove poter usare il costume.

Dalla piscina principale è possibile proseguire a piedi tra le rocce per raggiungere delle caverne e ulteriori pozze d’acqua, seguite i cartelli che trovate sul percorso. Vi anticipo che il cammino non è agevolissimo per cui sono consigliate scarpe comode e antiscivolo.

Finita la sosta presso il primo Wadi del nostro itinerario abbiamo ripreso la macchina per raggiungere l’alloggio di Ras Al Had, il punto di partenza che abbiamo scelto per la visita alla riserva delle tartarughe di Ras Al Jinz.

A Ras al Jinz è presente un resort che affitta anche bungalow “di lusso” per chi volesse dormire direttamente nella riserva ma è necessario prenotare con anticipo e i prezzi sono tendenzialmente più alti che nel resto dell’Oman; per questo motivo abbiamo deciso di alloggiare Ras Al Had che dista circa una quindicina di km dalla riserva.

Anche sulle spiagge di Ras Al Had nidificano le tartarughe e non è raro che qualche abitante del posto si improvvisi guida turistica e vi proponga di portarvi ad osservarle, vi preghiamo di non aggregarvi a questo tipo di tour. La nidificazione delle tartarughe verdi, specie protetta in pericolo d’estinzione, è un processo piuttosto delicato. Infastidirle durante questa fase può compromettere il lavoro di deposizione delle uova e incidere negativamente sulla popolazione. Se desiderate, come noi del resto, avvistare le tartarughe verdi, vi preghiamo di aggregarvi SOLO ai tour guidati offerti dalla riserva naturale di Ras Al Jinz. Il costo è di 5 OMR per persona, i tour si effettuano sia all’alba che dopo il tramonto ed è necessario prenotarli con anticipo contattando i responsabili da questo sito.

Noi abbiamo diligentemente prenotato la nostra visita per la sera stessa del nostro arrivo a Ras Al Had e siamo state fortunatissime! Nonostante il periodo non fosse dei migliori per l’avvistamento delle tartarughe siamo riuscite a vederne ben tre!!!

Sfinite dalla sveglia all’alba siamo tornate in albergo.

Giorno 6 – Spiaggia di Ras Al Had e Sur

Viste le fatiche del giorno precedente, il sesto giorno ci siamo dedicate al relax. Dopo la sveglia ci siamo recate alla desertissima spiaggia di Ras Al Had. Essendo praticamente le uniche nel raggio di vari chilometri non ci siamo fatte remore ad indossare il costume per goderci il sole.

Per pranzo ci siamo poi spostate a Sur dove avevamo prenotato un piccolo appartamento. Sur è una città portuale molto carina, la sua Corniche e il porto meritano sicuramente una visita; consigliamo in particolar modo di fare una bella passeggiata verso il tramonto quando le temperature scendono e il famoso faro della città si illumina creando degli affascinanti giochi di luci.

Trattandosi di una piccola cittadina è facile fare amicizia con la gente del posto che è sempre pronta ad offrire qualche dattero e delle buone tazze di caffè al cardamomo.

Sur è famosa per il faro e per la costruzione delle ghanja, un particolare tipo d’imbarcazione araba comunemente chiamata dhow. Gli interessati potranno visitare la ghanja Fatah Al Khair costruita nel 1951. L’imbarcazione, concepita inizialmente per la navigazione a vela, fu poi motorizzata nel 1956 diventando una delle prime ghanja a motore della regione. Questo tipo di vascelli erano principalmente utilizzati a scopo commerciale per trasportare merci dalla penisola araba all’India.

Giorno 7 – Wadi al Shaab, White Beach, Bimmah Sink Hole e rientro a Mascate

Il settimo giorno è stata la volta della visita a Wadi al Shaab, il mio preferito tra quelli che abbiamo visitato. Ho dedicato un articolo a parte a questo piccolo paradiso perché ci sono un po’ di cose da sapere prima di partire e vale la pena essere preparati per godere al meglio dell’esperienza.

Noi ci siamo arrivate intorno alle 8.00 della mattina e abbiamo ripreso la via di Mascate verso la una del pomeriggio. Prima di rientrare nella capitale abbiamo fatto un paio di altre tappe, la prima sulla spiaggia bianca chiamata appunto White Beach (anche questa praticamente deserta) e la seconda al Bimmah Sink Hole, una piscina naturale circolare dalle acque turchesi che si apre tra ripide rocce. Le leggende locali dicono che la pozza fu creata da una stella cadente, in realtà le rocce superficiali collassarono per via dell’erosione degli strati sottostanti e fu così che venne a crearsi questo piccolo pezzo di paradiso.

Bimmah Sinkhole, piscina naturale, Oman

La sera siamo tornate poi a Mascate dove avremmo trascorso gli ultimi due giorni.

Giorno 8 – Mascate e villaggio di Fanja

Questo giorno saremmo dovute andare a visitare la riserva naturale delle isole Daimaniyat, luogo perfetto per gli amanti delle immersioni e dello snorkeling. Purtroppo le condizioni meteo ci sono state avverse, il mare molto mosso non ha reso possibile la piccola traversata da Mascate alle isole, abbiamo così ripiegato sulla visita al vicino villaggio di Fanja famoso per il suo Wadi e per i resti di alcune case di fango risalenti a quasi 500 anni fa. Sarò sincera, il villaggio di fango non è molto ben conservato e gli abitanti del posto lo utilizzano da discarica, la vista dall’alto che si apre sul Wadi è però molto bella.

Gli interessati possono approfittare degli ultimi giorni a Mascate per visitare la fabbrica di profumi Amouage, l’orgoglio dell’Oman, che, come dicevamo all’inizio è famoso in tutto il mondo per le sue essenze.

Giorno 9 – Snorkelling con le tartarughe verdi a Banderkiran

Decise a non rinunciare alla nostra dose di snorkeling abbiamo abbandonato l’idea delle isole Daimaniyat ancora irraggiungibili per via del mare grosso e ci siamo dirette verso la baia di Banderkiran dove il mare era più calmo.

Per questa escursione ci siamo affidate all’azienda Sindbad Sea tour che ha fornito il trasporto dall’hotel fino al centro d’immersioni, la barca, l’attrezzatura da snorkelling e qualche snack. Il costo per mezza giornata di snorkeling è di 15 OMR per persona, non economicissimo, ma ne vale sicuramente la pena…nuotare con le tartarughe è un’esperienza indimenticabile!

Il resto della giornata lo abbiamo passato nella spiaggia dell’hotel in attesa della partenza del volo.

Giorno 10 – Rientro in Italia

Il rientro in Italia è stato decisamente più lungo dell’andata per via dello scalo di 6 ore a Istanbul, ci abbiamo impiegato quasi un giorno interno per arrivare a Milano. Chi ha fretta potrebbe preferire uno dei voli diretti.

Anche questo breve ma magico viaggio è giunto al termine, l’Oman però è un paese che rimane nel cuore e non escludo di tornarci un giorno…e voi? Siete pronti a partire?

Per qualsiasi dubbio consiglio lasciateci un commento, se questo diario di viaggio non vi ha ancora convinto continuate invece la lettura con l’articolo sulle 10 ragioni per cui dovreste andare in Oman!

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