Viaggio in moto: itinerario tra Pirenei e il nord della Spagna

Di viaggi ce ne sono di tanti tipi, ma i viaggi in moto sono sicuramente tra i miei preferiti e ogni anno cerco di ritagliarmi un po’ di tempo per farne almeno uno, anche solo della durata di un paio di giorni.

Quest’estate, approfittando dell’arrivo della nostra nuova BMW F800R, abbiamo deciso di farci un bel giro alla scoperta dei Pirenei e delle regioni a nord est della Spagna: viaggio altamente consigliato a tutti gli amanti delle 2 ruote.

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Siamo partiti per il nostro piccolo roadtrip spagnolo da Barcellona, la città dove abitiamo, chi fosse interessato a fare lo stesso giro partendo dall’Italia può scegliere di viaggiare in nave in modo da poter portare con sé la propria moto. I principali traghetti per la Spagna partono da Genova o da Civitavecchia, prenotando con anticipo si riescono a trovare delle ottime offerte. È possibile noleggiare una moto da viaggio direttamente all’arrivo a Barcellona, ma l’affitto non è economicissimo e in genere è superiore a quello di una normale auto.

Se decidete di noleggiare la moto al vostro arrivo potrete affittare anche i necessari accessori da viaggio, se invece preferite viaggiare con la vostra moto dovrete attrezzarvi prima della partenza.

Navarra - Parco Nazionale di Urbasia e Andía

Accessori moto da viaggio

Noi abbiamo scelto delle borse laterali della marca SHAD perché più economiche rispetto ad altre presenti sul mercato (fate attenzione che si adattino al modello della vostra moto) ma col senno di poi avremmo fatto meglio a spendere qualcosa in più e acquistare un prodotto di migliore qualità. Le borse interne si sono scucite il primo giorno, la capienza è molto limitata e di per sé la serratura non sembra il massimo della sicurezza, comunque ci hanno permesso di fare tutto il viaggio e sono sicuramente riutilizzabili per il futuro.

Se non pensate di lasciare le borse laterali attaccate alla moto un’ottima opzione è quella di prendere quelle morbide perché sono molto più capienti (attenzione però che non vadano ad appoggiarsi sulla marmitta). Per la precedente moto, una Yamaha XJ, avevamo delle comodissime borse laterali morbide della GIVI, decisamente più economiche rispetto alle rigide, hanno però la limitazione di doversele portare sempre dietro ogni volta che si lascia giù la moto.

Se scegliete le borse rigide e quindi meno capienti, valutate anche l’acquisto della borsa da serbatoio, se siete in due a viaggiare sulla stessa moto può fare la differenza (l’attacco per adattarla al vostro modello va acquistato a parte).

Per completare l’attrezzatura per il viaggio in moto tra i Pirenei e il nord della Spagna è assolutamente fondamentale una buona copertura antipioggia.

Se poi, come noi, non siete dei veri e propri centauri, ma soltanto dei profani amatori della motocicletta, allora ci sono alcuni ritocchini che potrete fare per rendere più gestibili le ore di viaggio. Chi possiede una BMW F800R sa che ha il difetto di vibrare molto intorno ai 5000 giri, cosa che la rende un po’ scomoda per le lunghe percorrenze sia per il passeggero che per il guidatore. Noi abbiamo adottato diverse soluzioni per renderla più confortevole, lasciatemi un commento sotto se ne volete sapere di più.

Ok, adesso siamo ufficialmente pronti per partire! Scaldiamo i motori!

Itinerario viaggio in moto

Giorno 1 – Da Barcellona a Lles de Cerdanya

Siamo partiti da Barcellona nel tardo pomeriggio per cui abbiamo scelto come prima tappa un paesino non troppo distante dalla capitale catalana, Lles de Cerdanya. La prima parte del tragitto non è particolarmente emozionante perché si percorre perlopiù la statale che porta fuori da Barcellona. Superata la città di Berga però le cose si fanno più interessanti, l’aria è più fresca e il paesaggio è più piacevole: è qui che inizieranno le prime curve.

Giorno 2 – Da Lles de Cerdanya a Seix

Il secondo giorno avevamo come obiettivo quello di raggiungere la località di Seix, in Francia. Lungo il tragitto però abbiamo fatto una deviazione per una visita e una passeggiata all’interno del Parco Naturale. La base di partenza per la nostra escursione è stato il rifugio di Cap de Rec da cui parte una semplice escursione che porta fino al Estany del Orri, un piccolo laghetto in mezzo al bosco.

Le strade all’interno del parco sono sterrate ma percorribili in moto se andate piano, dopo la visita al lago, abbiamo giocato a perderci tra queste stradine che ci hanno fatto scoprire una natura meravigliosa. Troverete diversi sentieri per fare escursioni e qualche area per pic nic, è un ottimo posto dove passare una giornata in relax. Quando siete pronti, rimontate in sella alla vostra moto e prendete la via di Seix, qui le curve non mancheranno e potrete dare sfogo al motociclista che c’è in voi.

Sarete immersi nel verde durante tutto il percorso, l’aria è pulita e regna la quiete. Fate attenzione a non andare troppo veloce perché in mezzo alla strada potreste incontrare qualche pacifica mucca al pascolo.

Mucche al pascolo al rifugio di Cap de Rec

Giorno 3 – Da Seix a Argelès-Gazost

Il terzo giorno lo abbiamo dedicato al tragitto da Seix ad Argelès-Gazost. Dal momento che avevamo deciso di evitare l’autostrada, ci aspettava una bella sfacchinata (circa 5 ore di moto) per cui, dopo una visita al castello di Seix ci siamo messi subito in viaggio. Anche qui il paesaggio è stato all’altezza delle aspettative: i boschi si alternavano a paesini e borghi antichi dal fascino fiabesco. Abbiamo raggiunto Argelès-Gazost nel pomeriggio dov’era in corso una specie di festa del paese con bancarelle e concerti; abbiamo quindi fatto un giro del paesino e abbiamo concluso così il terzo giorno di viaggio.

Giorno 4 – Da Argelès-Gazost a Vera de Bidasoa

Il quarto giorno abbiamo approfittato della vicinanza di Argelés-Gazost a Lourdes per fare una visita al sito di pellegrinaggio più famoso d’Europa.

Non avevamo particolari aspettative ma devo ammettere che la Basilica della Nostra Signora di Lourdes è davvero impressionante. Per il resto Lourdes è una specie di parco giochi della cristianità, con negozi di souvenir che vendono madonne a grandezza naturale e Ave Maria che risuonano a palla dalle casse. Merita comunque una visita.

Dopo pranzo abbiamo preso la via di Muneta, in quanto avevamo deciso di rientrare in Spagna dalla Navarra, regione famosa per le particolari case e il verde. Purtroppo siamo stati un po’ sfortunati e abbiamo beccato 3 ore di pioggia battente ma siamo comunque giunti a destinazione sani e salvi.

Giorno 5 – Da Vera de Bidasoa a Muneta

Questo giorno è stato quello della visita alla località di Elizondo, un tipico borgo navarro costruito lungo un fiume. Anche qui abbiamo trovato ad attenderci la festa del paese per cui abbiamo goduto un po’ del clima festoso prima di rimetterci in viaggio alla volta di Muneta. L’arrivo in questo paesino di quattro case in croce è davvero emozionante, si percorre infatti una specie di pianura e si procede in direzione dell’impressionante massiccio montuoso che compone il parco nazionale di Urbasia e Andía. Preparate le macchine fotografiche!

Giorno 6 – Visita alla sorgente del fiume Urederra

La visita alla sorgente del fiume Urederra era una delle cose che attendevo con più ansia durante il viaggio. Si tratta di un percorso che risale il fiume fino appunto alla sorgente, ciò che vi stupirà sono i colori delle acque dell’Urederra che hanno toni che variano dall’azzurro turchese al verde acqua…bellissimo! Si tratta di una riserva naturale e le visite sono limitate a 400 persone al giorno, se pensate di andarci dovrete prenotare il vostro ingresso da questo sito. La visita parte dal paesino di Baquedano.

Se dopo l’escursione avete ancora voglia di paesaggi mozzafiato, prendete la moto e raggiungete il Balcón di Pilato, un belvedere proprio sulla cima del massiccio che citavo sopra.

Sorgente del fiume Urederra

Giorno 7 – Da Muneta a Somo

Abbiamo passato la mattina del settimo giorno in totale relax approfittando di una delle aree balneabili lungo l’Urederra (le sue acque sono gelate, sappiatelo). Ci siamo rimessi in viaggio prima di pranzo e prima di raggiungere la destinazione finale abbiamo fatto tappa a Pamplona, capitale della Navarra e punto di arrivo del celeberrimo cammino di Santiago. Abbiamo passato qualche ora tra le sue strade dal fascino medievale prima di proseguire per Somo, località costiera della Cantabria.

Giorno 8 – 14 – Somo

Somo è un piccolo paesino di mare composto da non più di due strade a qualche casa, famosissimo tra tutti gli appassionati di surf per la sua spiaggiona gigante, fonte inesauribile di onde.

Qui abbiamo parcheggiato la moto e passato una settimana in totale relax tra lezioni di surf e grandi scorpacciate gamberi, capesante, calamari, e insomma più o meno qualsiasi ben di dio proveniente dal mare. Le acciughe del cantabrico sono la specialità della zona, se siete degli estimatori, potrete visitare la fabbrica, famosa in tutta la Spagna e nel mondo, del vicino paese di Santoña.

Somo è un ottimo punto di partenza per visitare anche molte altre località della Cantabria, a meno di 20 km si trova Santander, la capitale della regione, anche lei famosissima per le sue spiagge adatte al surf.

Consigliamo una visita anche alla vicina spiaggia di Langre e Loredo nascosta tra un’impressionante scogliera a picco sul mare.

Se al mare mosso da surfer preferite le acque calde, valutate altre località della Spagna come ad esempio Formentera.

Spiaggia di Somo

Giorno 14 – Da Somo a Vitoria

Siamo stati invitati da alcuni amici a partecipare alle feste popolari della capitale dei Paesi Baschi, la bella, seppur poco conosciuta, Vitoria.

Abbiamo salutato le onde, ci siamo rimessi in moto e abbiamo continuato il viaggio. Era fondamentale arrivare prima delle 18.00 del 4 agosto, data in cui ogni anno, puntualmente, si da inizio ai festeggiamenti. Vi avviso, Vitoria, durante i giorni di festa non è un paese per vecchi. O meglio, non è un paese per vecchi dentro perché in realtà la partecipazione degli abitanti, senza distinzione alcuna di sesso o età è davvero massiccia.

Alle 18.00 ci siamo fatti trovare pronti al centro della Piazza della Vergine Bianca, la principale piazza della città, ad attendere l’arrivo di Zeledon, un pupazzo che viene lanciato dal campanile all’altro estremo della piazza attraverso un sistema di funi. Una volta che Zeledon giunge a destinazione, la festa comincia ufficialmente e l’inferno si scatena!

Si stappano bottiglie di champagne (rigorosamente in plastica), si caricano i liquidator di vino, si accendono i sigari e via a ballare per le strade della città fino a notte fonda. I concerti gratuiti, gli spettacoli e le bande vi accompagneranno in questa serata pazza!

Giorno 15 – Da Vitoria a Saragozza

La mattina del giorno dopo, con un po’ di mal di testa 😉 torniamo in centro a Vitoria per un bell’aperitivo a base di sidra e pintxos (specie di bruschettine tipiche dei Paesi Baschi). Il 5 agosto è il giorno in cui tutti gli abitanti escono per le strade della città in abito tradizionale. Vedrete generazioni intere sfoggiare la propria divisa gelosamente conservata durante tutto l’anno.

Dopo pranzo abbiamo fatto un giro per smaltire la sidra e ci siamo rimessi in viaggio verso la nostra destinazione finale, Saragozza. Abbiamo scelto di sostare in questa città per spezzare il viaggio di rientro verso Barcellona che altrimenti sarebbe stato molto lungo e stancante. Saragozza è un’ottima città dove fermarsi ed è famosa per la sua eccezionale cattedrale. Anche i localini delle vie del centro sono molto caratteristici, una tappa qui è sicuramente consigliata!

Giorno 16 – Da Saragozza a Barcellona

Il sedicesimo e ultimo giorno abbiamo ripreso la via di casa, stanchi ma felici si è concluso così il nostro bellissimo viaggio in moto alla scoperta della Spagna meno convenzionale.

Speriamo l’anno prossimo di poter fare un altro viaggio in moto, voi cosa ci suggerite? Per qualsiasi dubbio o curiosità, lasciatemi un commento! Rispondo sempre a tutti, è un piacere condividere queste esperienze!

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