Viaggio in Colombia: itinerario di 30 giorni tra mare, città e natura

“Con questo post il nostro caro amico Marco ci racconta l’itinerario del suo viaggio fai da te di 30 giorni alla scoperta della Colombia”.

Dopo aver lavorato per tre mesi a Santa Marta nella ONG “Colombia sin Fronteras” ho deciso di prendere lo zaino cominciare l’esplorazione del territorio colombiano. Data la grandezza di questa nazione, l’elevato numero di parchi e luoghi d’interesse da visitare ho deciso di concentrarmi solo su alcune mete più e meno famose. E’ stato un viaggio lungo e intenso però, soprattutto, bellissimo.

Dal punto più settentrionale del Sud America fino alla capitale della Colombia, Bogotà, ci sono più di 4500 km, che percorrono deserti, foreste tropicali, montagne, spiagge, fiumi, laghi, cascate, piantagioni di caffè, isole caraibiche e grandissime città.

Ecco l’itinerario del mio viaggio in Colombia con i consigli per vivere una piacevole esperienza.

Giorno 1 – 3 La Guajira

La Guajira è la zona più settentrionale della Colombia e del Sud America, una terra arida e desertica dove risiede la totalità della popolazione indigena dei Wayuu. Alcuni Wayuu vivono nella città di Uribe, considerata la capitale della tribù, mentre altri vivono ancora in capanne in mezzo al deserto.

Se siete interessati a visitare questa zona vi consiglio di affidarvi a una guida turistica specializzata. La zona è principalmente desertica e non conoscendo le strade è meglio poter contare su qualcuno che sappia dove andare.

Pronto per passare tre giorni in questa magica zona della Colombia, parto alla volta di Uribe con una guida turistica del posto e altre quattro compagne di viaggio. Il tragitto in macchina da Santa Marta dura circa 6 ore. La guida ci avvisa che durante il viaggio incontreremo diversi “posti di blocco” organizzati da bambini indigeni alla ricerca di acqua e dolcetti. Personalmente non amo fare questo tipo di “regali” perché non credo sia il modo giusto di aiutare questa popolazione, ma non conoscendo bene la realtà e non avendo tempo per approfondire, finisco per farmi convincere e compro una bella scorta di acqua e biscotti per i bimbi.

Abbiamo fatto la prima tappa alle saline di Manaure centro dello scontro tra il Governo e la popolazione Wayuu che ne rivendica la proprietà e il diritto di usufrutto.

Abbiamo poi proseguito verso nord e siamo entrati nel nostro primo deserto colombiano…una sensazione davvero indescrivibile…

Dopo altre tre ore di viaggio siamo arrivati a Cabo de la Vela, rinomata località di mare del nord della Colombia; qui conosciamo alcune artigiane Wayuu con le quali scambiamo qualche parola e subito rimaniamo ipnotizzati dalla facilità e la leggerezza dei loro movimenti nel fabbricare le tipiche borse Wayuu.

Fabbricando borse tipiche Wayuu

È obbligatorio fare un bel tour fuori Cabo de la Vela, lì vi attendono panorami mozzafiato, spiagge deserte e tramonti magici.

Cabo de la Vela

Vi consiglio di passare la notte a Cabo de la Vela; lasciate il vostro zaino in macchina e andate a dormire in spiaggia, preferibilmente in un’amaca Wayuu, chiamata chinchorro. Alle 18.00 cala il sole e dalle 21.00 il servizio elettrico in “città” si ferma per riattivarsi solo la mattina successiva. Alzate gli occhi e godetevi un cielo pieno di stelle. Non ho parole per descrivere le sensazioni che ho provato in quel momento. Indimenticabile.

Cabo de la Vela

Altre quattro ore di jeep in mezzo al deserto e arriviamo a Dunas de Taroas, una gigantesca duna di sabbia che termina nel più azzurro blu del mar dei Caraibi. Salite in cima alla duna e buttatevi giù. Arriverete pieni di sabbia però felici come dei bambini.

Dunas de Taroas

Il giorno dopo raggiungiamo Punta Gallinas, altra bella località di mare della Colombia nonché il punto più settentrionale del Sud America. Guardatevi il tramonto da una delle numerose spiagge deserte dei dintorni, non farete fatica a trovarne una.

Punta Gallinas

Noi abbiamo dormito sotto il cielo stellato e siamo ripartiti: direzione Santa Marta. Porterò sempre nel cuore questi tre giorni passati nella Guajira, terra magica e piena di energia.

Giorno 3 – 7 Cartagena

Da Santa Marta prendo un bus che con circa 44mila COP (circa 15 euro) e 4 ore di viaggio mi porta a Cartagena, la città di mare più rinomata della Colombia. Io avevo prenotato un ostello fuori dal centro storico, quello delimitato dalle mura della città vecchia. Raccomando a tutti di fare attenzione a dove si sceglie di alloggiare, perché come in ogni città del Sud America anche qua si passa dal benessere alla povertà nel giro di pochi metri.

Dopo aver lasciato le mie cose in ostello, decido di andare a fare una passeggiata per il centro di Cartagena. Devo dire che questa città mi ha sorpreso, è meravigliosa. Seguite il mio consiglio, procuratevi una mappa e lasciatevi guidare dalla curiosità.

Ogni vietta del centro ha un suo fascino e poche macchine e molte piazze aiutano a creare una particolare atmosfera di pace e relax.

Plaza Santo Domingo, Plaza Bolivar e Plaza Santa Tereza direi che sono obbligatorie…

Lasciatevi conquistare dalla bellezza di Cartagena, uno dei porti principali dei Caraibi. Tra le vie della sua città vecchia o “ciudad amurallada” si respira una meravigliosa aria di magia; non dimenticate di fare un salto anche a Getsemanì, appena fuori dalle mura storiche. Questa folcloristica zona, abitata dalla popolazione locale, è un esempio autentico di come si svolge la vita nelle città della Colombia. Il centro storico invece, seppur bellissimo, è prettamente turistico e offre una versione edulcorata della realtà in cui vivono la maggior parte dei residenti. Troverete delle stradine bellissime, piene di fiori e bellissimi graffiti che fanno da ornamento alle vecchie porte delle case.

Giorno 8 – 10 Isola di San Andres

Se passate per Cartagena, la visita all’isola di San Andres è una tappa obbligatoria. La potete raggiungere in circa un’ora e mezzo di volo. L’isola misura 15km di lunghezza per 4km di larghezza, quindi potete dedicarle circa tre giorni. Considerate che in due ore circa si fa il giro completo dell’isola…

Ecco cosa potete fare sull’isola di San Andres:

  • Godere del bellissimo mare della Colombia
  • Giro completo di San Andres
  • Visita all’isola di Johnny Cay
  • Visita alle isolette di Haney Cay e Acuario collegate da una lingua di sabbia

Fare il giro dell’isola è davvero molto semplice e divertente. Prendete uno qualsiasi degli autobus che passano sulla strada costiera, salite e godetevi il panorama. Durante il viaggio troverete spiagge di finissima sabbia bianca e alte rocce dalle quali tuffarsi. Due sono le tappe che vi consiglio: la prima è la Piscinita, una piccola spiaggia di roccia dalla quale ammirare un’incredibile moltitudine di pesciolini tropicali (costo 4000 COP, poco più di 1 €).

La seconda è San Luis. Piccola spiaggia molto tranquilla, atmosfera rilassata, musica reggae e mare calmo e cristallino.

L’isola di Johnny Cay invece è famosa per essere circondata da un mare mozzafiato, grazie alle sue 7 tonalità di blu, merita una visita di mezza giornata. Parola d’ordine di quest’isola è relax, infatti camminando sul lungomare per circa 5-10 minuti dal punto dove vi lascerà la barca, troverete un mare incredibile e vi lascerete alle spalle la confusione. La massa di turisti infatti si ferma nei pressi dei due ristoranti che ci sono lungo la spiaggia principale. Nella parte centrale dell’isola troverete una colonia di bellissime iguane.

Iguana

Le isole di Haney Cay e Acuario, sono collegate da una lingua di sabbia che durante l’alta marea si copre d’acqua. Non vi preoccupate, il passaggio non verrà ostacolato, nel peggiore dei casi rimarrete immersi fino ai fianchi. Acuario è l’isoletta dove arriverete con la barca e merita davvero una sosta. Il nome dell’isola spiega tutto: un vero e proprio acquario a cielo aperto. Ricordatevi di portare con voi una maschera da snorkeling, troverete tantissimi pesci tropicali e coralli di tutte le forme e colori.

Haney Cay

Giorno 10 – 14 Isla Grande (Islas del Rosario)

A un’ora e mezzo di barca dal porto di Cartagena troverete l’arcipelago di Rosario, composto da 26 isole, la maggior parte delle quali private e quindi non visitabili. L’unica isola dove potrete pernottare è Isla Grande, la maggiore dell’arcipelago. Questa è una tappa obbligatoria per chi va in Colombia alla ricerca del mare. Nell’isola non ci sono strade, taxi o agenzie turistiche. Una volta arrivati la barca farà il giro dei vari settori dell’isola e vi lascerà in corrispondenza del vostro ostello/hotel. Se potete, pernottate nel “Sector Paraiso Secreto”. Qui troverete circa cinque ostelli gestiti da ragazzi giovanissimi in un’atmosfera di assoluta pace e relax. Vi consiglio di svegliarvi presto e fare un bel giro dell’isola. Camminate in direzione est e chiedete informazioni per “gente de mar”: un cammino immerso nel verde, pieno di farfalle coloratissime e piante tropicali che vi porterà a una piccolissima nonché bellissima spiaggia dal mare celeste, l’acqua trasparente e soprattutto deserta (io ho trovato solo due turisti…)

Altra attrazione imperdibile è la laguna di mangrovie. Buona parte dalla vegetazione dell’isola è composta da mangrovie che grazie alle loro radici filtrano l’acqua, pulendola e rendendola piena di vita. E’ infatti possibile fare snorkeling nelle varie lagune e ammirare coralli verdi, blu e rossi che vivono sulle radici della foresta di mangrovia. Nella parte centrale dell’isola c’è una laguna, la più grande di quelle presenti, chiamata “Laguna Encantada”. Andateci di notte, magari nelle notti di luna nuova e buttatevi senza paura (non come me…). Il plancton all’interno della laguna si illuminerà di un giallo fluo ad ogni vostro piccolo movimento. Nuotare in un mare di stelle. Una delle esperienze più belle de emozionanti che abbia mai vissuto.

Giorno 15 – 18 Mompox

Arrivare a Mompox è stato bellissimo. Dopo circa 15 ore di autobus arrivo a Mompox e la calma di questo paesino mi invade il cuore e l’anima. La natura intorno è impressionante, rigogliosa e imponente. Tutto è verde, intervallato dolcemente dai piccoli fiumi affluenti del Rio Magdalena, il più grande della Colombia.

Mompox sorge su una depressione; la presenza di numerosi laghi dai quali partono altrettanti corsi d’acqua che s’intrecciano tra loro, trasformano il territorio circostante in uno spettacolo della natura.

Il paesino è molto carino, si sviluppa lungo il corso del fiume Cauca. Qui regnano una calma incredibile e un soffocante caldo umido a cui la gente fa fronte tenendo aperte le porte delle case.

Questa città è famosa soprattutto per la lavorazione della filigrana, quindi, dopo una sosta per riposarvi, fate un giro per il paese e partite alla scoperta dell’artigianato locale. La via principale (Calle 2) è piena negozi che vendono queste opere d’arte; in molti è possibile visitare il laboratorio dove, con tecniche che si tramandano di generazione in generazione, vengono fabbricati bracciali, collane, orecchini ecc. tutto fatto rigorosamente a mano.

Altro punto di forza di questo tranquillo paesino è il tramonto di cui si gode dalle rive del fiume Cauca.

Giorno 18 – 22 Medellin

Se siete dei fan della serie Narcos il nome di questa città della Colombia non vi sarà nuovo, ma tranquilli è decisamente più sicura di come appare sul piccolo schermo. Trovate comunque nei successivi paragrafi i miei consigli per vivere Medellín in totale sicurezza.

Le grandi città non sono il mio forte, preferisco vivere la routine dei piccoli paesini, perdermi nella natura di un bel parco, rilassarmi in spiagge deserte o fare camminate tra le montagne piuttosto che vivere i ritmi frenetici della giungla delle grandi città. Medellin, però, mi ha sorpreso… Difficile descriverla in poche righe. Quello che più mi ha colpito di questa città è la cultura. Un mix di storia, musica, arte, teatro… Una città che pulsa, che vive e che invoglia a conoscerla sempre più a fondo. Questa è sicuramente la città della Colombia che più mi è rimasta nel cuore.

Il mio consiglio è di pernottare in una zona chiamata “El Poblado”, la più centrale e più sicura della città. Medellìn è cambiata moltissimo negli ultimi vent’anni. Scriverò a breve un post sulla sicurezza in Colombia dove parlerò e approfondirò l’argomento…

Con questo ovviamente non voglio dire che la criminalità non esista più. Siamo in una grande città e, come a “casa nostra”, dobbiamo avere un occhio di riguardo in più per le nostre cose. Consiglio di pernottare nella zona chiamata “El Poblado” perché oltre ad essere la più sicura e la più centrale è anche quella più rilassata. Frequentata per la maggioranza da studenti e lavoratori, a partire il tramonto, il ritmo della vita rallenta drasticamente, sedetevi in una delle sue tranquille piazze a bere una birra e fare due chiacchere con i “paisá”, così sono chiama gli abitanti di Medellìn, famosi per il loro modo di fare cordiale, gentile e rilassato.

Personalmente credo che tre giorni a Medellìn siano davvero pochi però ho cercato di utilizzarli al meglio cercando di vivere al massimo la vita della città e visitare alcuni punti turistici molto interessanti:

  • Pueblito Paisa. Si trova in una collina immersa nel verde nel centro della città. Chiamato così per essere una riproduzione storica de un tipico paesino della regione dell’Antioquia, zona centrale della Colombia. In sé e per sé il Pueblito Paisa non mi ha colpito molto, ciò che veramente ha catturato la mia attenzione è il punto di vista panoramico una volta arrivati in cima a questa piccola collina. Una vista a 360° della città. Tutto intorno a voi potrete notare grattacieli, montagne, comunidades (ovvero, quelle che conosciamo come favelas) e parchi, tutto messo insieme senza un particolare senso logico. Ritratto veritiero della caotica e contrastante società colombiana.
  • Comuna 13. La Comuna 13 era una delle zone più pericolose della città fino a qualche anno fa ed adesso, grazie a un grandissimo e potentissimo lavoro dei suoi cittadini e del governo colombiano è diventata il simbolo del cambiamento di questa città. Per arrivare in questa zona dal centro di Medellìn si doveva camminare per circa due ore e mezzo, adesso invece, grazie a scale mobili e una linea di funivia panoramica, ci vogliono solo venti minuti per arrivare nel cuore della Comuna 13 e trenta per raggiungere la Comuna di San Javier altro punto di vista panoramico di Medellìn. Ricaricate le batterie dei vostri cellulari e delle vostre macchine fotografiche perché il colpo d’occhio è davvero imperdibile.

Super consigliato è il Graffituor, tour dentro la Comuna 13 dove guide turistiche nate nel quartiere vi spiegheranno la storia di questa importante parte della città, la quale viene raccontata attraverso i meravigliosi graffiti creati dai ragazzi che hanno vissuto e visto il cambiamento dall’interno della Comuna.

  • Casa de la Memoria. Vale la pena visitare questo museo soprattutto per rendersi conto del cambiamento della città nel corso di questi ultimi quarant’anni. Guerriglia FARC, Cartello del narcotraffico di Medellìn, Pablo Escobar e la seguente corruzione politica hanno martoriato questa meravigliosa città. Il museo da voce ai cittadini che hanno vissuto l’evoluzione di tutto ciò attraverso interviste, fotografie, video e opere d’arte. Davvero molto toccante e interessante.
  • Guatapè e la Pedra del Penol. Guatapè è sicuramente una delle tappe obbligatorie se passate per Medellin. A circa 2 ore e mezzo dalla stazione “Terminal Norte”, Guatapè è un paesino molto carino ed interessante. Arrivarci è semplice e veloce. È possibile raggiungere Guatapè con tour organizzati, offerti praticamente da qualsiasi ostello. Nel prezzo, circa 80 mila pesos colombiani (40 €) è compreso lo spuntino, il pranzo, la visita a Peñol e Guatapé, visita alla replica della Peñol vecchia, visita Pietra Peñol,  giro in barca o in barca per la diga con musica a bordo, tour per le strade di Guatapé, visita ad alcuni negozi di artigianato, guida locale, assicurazione medica, trasporto a/r.Se invece siete più avventurosi, dovrete solo arrivare al “Terminal Norte” e chiedere per Guatapè, scegliete una delle compagnie visto che tutte, più o meno, hanno lo stesso prezzo, tredici mila pesos colombiani (4,50€) per andare ed altrettanti per tornare.Una volta arrivati a Guatapè vi consiglio di fare un giretto per il paesino e prendervi un caffè nella piazza principale ed ammirare la bellissima chiesa, per poi camminare per le affascinanti vie del centro. E’ arrivato quindi il momento di faticare… Vi aspettano 750 gradini, 220 m di altezza, per arrivare in cima alla Piedra de Peñol. Varrà la pena, tranquilli! Una vista panoramica incredibile ripagherà i vostri sforzi, statene certi.

Pedra del Penol Guatape

Giorno 23 – 27 Manizales

Una delle tappe che più stimolava il mio interesse in questo viaggio era l’ “Eje Cafetero”, regione della Colombia situata tra le città di Manizales, Pereira e Armenia, rispettivamente capitali dei dipartimenti di Caldas, Risaralda e Quindio. A partire dal XX secolo questa regione si è dedicata alla produzione di caffè. Gli amanti della natura, in particolare della montagna, troveranno questa regione incredibilmente interessante soprattutto grazie alla natura che domina l’intera area. In questa zona si possono trovare fattorie, o fincas, di caffè che offrono sistemazioni confortevoli e un’ottima gastronomia, ciliegina sulla torta di questa già spettacolare parte di Colombia.

Purtroppo ho avuto poco tempo per visitare questa regione e se potrò ci ritornerò. Mi sono fermato a Manizales per qualche giorno prima di ripartire per Bogotà, e ne è valsa la pena. Manizales come città non mi ha entusiasmato devo essere sincero, giudizio sicuramente condizionato anche dai tre giorni di pioggia torrenziale che ho trovato al mio arrivo. Ciò che invece mi letteralmente tolto il respiro è stata la potenza della natura e quella sensazione di immensità che la foresta tropicale colombiana mi ha trasmesso.

Manizales

Il giorno dopo il mio arrivo, pur sotto una bella pioggia tropicale, ho deciso di andare a visitare un’azienda di caffè, la “Finca Guayabal” a 30 minuti di autobus da Manizales. L’azienda si trova a Chinchinà, basta prendere un autobus dalla stazione di Manizales e dopo 20 minuti eccoci nella piccola piazza centrale del paese. Un volta arrivati, chiedete di “Finca Guayabal”, tutte le persone che incontrerete saranno davvero molto contenti di aiutarvi e vi accompagneranno fino alla fermata del piccolo autobus che vi lascia difronte all’entrata dell’azienda di caffè “Guayabal”. Quello che più vi consiglio è il tour guidato per la fabbrica. Comprende un’interessante spiegazione dei passaggi di lavorazione del caffè e una passeggiata per le terre dell’azienda per conoscere chi ci lavora. Se vorrete, potrete raccogliere un po’ di caffè con loro.

Finca Guyabal

Giorno 28 – 32 Bogotà

Nella capitale colombiana ho passato due momenti fondamentali del mio viaggio, l’arrivo a gennaio e il ritorno verso Barcellona a maggio. Se penso a questi due momenti mille emozioni ed altrettanti stati d’animo riempiono di vita il mio corpo facendolo volare a quei precisi instanti, rivivendo tutti i piccoli dettagli che li hanno caratterizzati.

Già mi sono espresso a riguardo delle grandi città, preferisco la natura. Bogotà è la capitale della Colombia, è davvero molto grande come città, dall’alto sembra che non finisca mai. Palazzi altissimi caratterizzano zona commerciale che contrasta con l’adiacente zona del centro storico i quali edifici sono strutture di due piani al massimo.

Essendo una capitale, Bogotà possiede un’offerta culturale molto ampia e diversificata. Musei, palazzi storici, parchi e piazze ma anche musica, arte e tecnologia fanno della città un perfetto incontro di culture. Sicuramente insieme a Medellin sono le città più multiculturali del Paese.

Cosa fare a Bogotà?

  1. Prenotare un alloggio nella zona della Candelaria, ovvero la zona del centro storico. Questa zona oltre ad essere la più vecchia della città è anche la più sicura.
  2. Chiedere alla reception dell’ostello o dell’hotel una mappa di Bogotà per poter girellare tranquillamente senza dover stare sempre con il cellulare in mano
  3. Nella mappa ci saranno segnati tutti i musei e i punti di interesse della città. Vi consiglio di focalizzarvi in quelli del centro storico, sicuri e facili da trovare.

I punti di interesse che io ho visitato e che consiglio sono: Il museo dell’oro, il museo di Botero, il museo di arte contemporanea e salire in cima al Montserrate con una funivia, una volta arrivati godrete di una vita mozzafiato.

Monserrate

E voi siete stati in Colombia? Fatemi sapere quali sono stati i vostri posti preferiti, se invece avete dubbi, lasciateci un commento! Rispondiamo a tutti 🙂 

 

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