In viaggio verso Uluru: tra natura incontaminata e cultura Aborigena

Per molti viaggiatori il viaggio verso Uluru è un vero e proprio pellegrinaggio. Il gigantesco monolite infatti si trova in uno dei luoghi più remoti al mondo, una zona in Australia dove non c’è molto altro da vedere e che se non ci fosse Ayers Rock per intenderci, non sarebbe neppure menzionata dalle guide turistiche. Proprio per questo il roadtrip verso il redback australiano è stato uno dei più emozionanti che abbiamo intrapreso e che ci ha riservato non poche sorprese.

Uluru, tra leggende aborigene e miti scientifici

Quando pianificherete il vostro viaggio in Australia, probabilmente vi chiederete se valga davvero la pena affrontare un lungo e anche costoso roadtrip verso il centro australiano solo per vedere Uluru. La risposta per noi è sì, sì e sì! E ve lo dice chi per arrivarci ha affrontato un deviazione dal percorso per un totale di 3600 km.. Per noi questa “scampagnata” ha assunto un significato particolare e appena abbiamo cominciato a scorgere questa immensa roccia in lontananza, un’emozione indescrivibile di felicità ha cominciato a morsicarci lo stomaco! Ce l’avevamo fatta!  Eravamo lì, avevamo realizzato un sogno, finalmente avevamo raggiunto il simbolo del nostro mollare tutto..

Curiositá su Uluru

Uluru identificato da molti come un gigantesco monolite, in realtà è parte di una ancora più estesa formazione monolitica che per alcuni ricercatori sarebbe ciò che rimane di una luna precipitata nel centro del continente australiano circa 3,5 miliardi di anni fa..  Della stessa formazione rocciosa fanno parte anche le Olgas e il Monte Connor, che in lontananza molti scambiano per Ayers Rock. 

Il monolite è un gigantesco Iceberg di roccia lungo circa 3,6 km che raggiunge gli 860 metri sopra il livello del mare e sprofonda sottoterra per 7 km. E’ caratterizzato da una superficie che da lontano appare liscia, ma che mano a mano ci si avvicina, rivela diverse sorprese: sorgenti e pozze d’acqua, pareti erose in maniera davvero peculiare e dipinti aborigeni. Il territorio circostante è un deserto semi-arido, caratterizzato da una vegetazione costituita prevalentemente da arbusti e una fauna composta da canguri rossi, dingo, serpenti e una incredibile varietà di lizard. La spettacolarità del monolite è data dalla colorazione, che a seconda delle ore del giorno cambia in maniera inaspettata.

Piccola parentesi, per organizzare l’intero viaggio ricordatevi di dare un’occhiata alla guida completa dell’Australia.

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DSC06697Uluru al tramonto

Il significato di Uluru per gli Aborigeni

Proprio per il significato che Uluru riveste per il popolo aborigeno, il viaggio verso il monolite è l’esperienza più autentica che possiate fare in Australia. A parte la spettacolarità naturale infatti, il luogo è sacro per gli Anungu, che affermano di vivere nella zona da più di 22.000 anni.

Uluru ha un ruolo chiave nell’era del Tjukurpa,  la mitologia aborigena della creazione erroneamente denominata “dreamtime” dai non-aborigeni,  dato che non ha nulla a che vedere con i sogni. L’era della creazione in qualsiasi modo la si chiami,  spiega la formazione della Terra come conseguenza di azioni di esseri soprannaturali giganti, metà uomo e metà animali/piante. Molti di questi esseri ancestrali sono passati da Uluru, causando la formazione delle numerose buche, solchi o erosioni che noterete sulla parete del monolite, e alcuni vivono ancora nelle sue caverne..

Gli aborigeni tramandano queste leggende di generazione in generazione, ma ai non aborigeni è dato conoscerne solo una piccola parte. Molte di queste storie sono raccontate durante le diverse passeggiate, da cartelli che troverete in corrispondenza di particolari segni lasciati dai giganti ancestrali sulla parete del monolite.

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Scalare o non scalare Ayers Rock

Ayers Rock (nome inglese di Uluru) è stato restituito al popolo aborigeno degli Anangu nel 1985, che da allora lo ha lasciato in concessione a Parks Australia.  Sia gli aborigeni che Parks Australia, non vorrebbero che i turisti scalassero Uluru. La motivazione più importante è che per gli antichi proprietari Uluru è un luogo sacro e scalarlo rappresenta una mancanza di rispetto molto grave, un po’ come entrare in shorts in un tempio in Thailandia o bestemmiare in una chiesa cattolica per intenderci. Per lo stesso motivo, alcune zone del monolite non possono essere fotografate. 

Un’altra valida motivazione è data dalla pericolosità dell’impresa: ogni anno infatti muore una persona per infarto o per scivolare durante la scalata. La possibilità non viene negata comunque per la paura che il turismo cali nella zona.

Noi abbiamo deciso di rispettare la sacralità del luogo e non abbiamo scalato Uluru.

Cosa vedere nel Uluru-Kata Tjuta National Park

Moltissimi turisti scelgono di visitare la zona solo per un giorno, il che a nostro avviso è del tutto insufficiente data la spettacolarità del parco. E poi davvero volte farvi migliaia di chilometri per poi godervi questa meraviglia per una sola giornata??

Walk around Uluru

L’attività che nessun dovrebbe perdersi è la camminata lungo la base. Uno splendido cammino di 10 km rivela tutte le sorprese che questo monolite riserva, pozze d’acqua in luoghi improbabili, alberi che crescono dove non dovrebbero e lizard colorati. Attenzione però, se decidete di intraprenderla non dimenticate protezione solare, acqua e cappello per coprirvi la testa, la camminata è tutta al sole e il caldo da queste parti può giocare brutti scherzi. In alternativa la compagnia Outback cycling offre la possibilità di noleggiare biciclette.

Se non pensate di farcela a completare il percorso, lungo la base partono diverse brevi camminate tra cui la “Mala Walk” che ogni mattina alle 10 potete fare in compagnia di un ranger del popolo degli Anungu.

Cammino lungo la base di uluru

L’alba e il tramonto

L’attrattiva principale è data dallo spettacolare cambio di colore che interessa Uluru all’alba e al tramonto. Anche se ammirerete lo spettacolo con un fiume umano di persone, ne vale davvero la pena. Il momento migliore è probabilmente il tramonto, ma all’alba quando le ultime macchine se ne saranno andate, potrete fare colazione letteralmente da soli in compagnia di qualche Dingo.

L'alba a Uluru

Trekking tra le Olgas

A 25 km da Uluru trovate le Olgas, delle formazioni rocciose di 66 teste che alcuni preferiscono addiritttura a Ayers Rock. Potrete esplorare la zona con delle camminate davvero sceniche, la più bella è probabilmente quella la Valle dei Venti che porta ad uno splendido lookout. Uno spettacolo davvero da non perdere.

olgas

Informazioni utili

Come raggiungere Uluru

A seconda del tempo che avrete a disposizione ci sono diverse alternative per raggiungere Uluru:

  • Roadtrip. Se avete tempo cimentatevi in un roadtrip, da Darwin è davvero spettacolare, ma potete partire anche da Perth (vi servirà un permesso dal Central Land Councile) e Adelaide. Se non avete comprato un van, cercate un rideshare (un passaggio) su Gumtree da altre persone che vogliono intraprendere il vostro stesso viaggio. Farete nuovi amici, risparmierete soldi ed è un modo decisamente più sostenibile per muoversi.
  • Aereo. Se non avete molto tempo, potete volare ad Alice Springs e noleggiare un’auto o prenotare un tour.  Se volete bypassare la cittadina (che noi abbiamo trovato davvero molto suggestiva, con le montagne che la sovrastano), potete volare direttamente all’aeroporto di Connellan (AYQ) con Jestar, Virgin o Qantas.
  • Treno.  Se volete fare un’esperienza davvero unica e avete un budget di un certo tipo, prenotate un posto sul leggendario Ghan che collega Darwin con Adelaide. Potete fare un stop ad Alice Springs e poi riprendere il viaggio. Se non avessimo avuto IronVan, avremmo sicuramente optato per questa opzione e rivissuto l’esperienza dell’Indian Pacif (altro treno leggendario gestito dalla stessa compagnia che noi abbiamo preso da Adelaide a Perth)
  • Bus. Potete arrivare con un bus da Alice Springs che impiega circa 5 ore. La compagnia che gestisce la tratta è Greyhound Australia.

Dove alloggiare

A seconda di come avete deciso di raggiungere la zona, avrete diverse opzioni di alloggio.

  • Campeggio gratis. Per chi come noi ha poco budget, consigliamo l’area di sosta a 30 km dal parco nazionale. Non ci sono bagni, né luci né acqua, quindi organizzatevi di conseguenza. La trovate su Wikycamps (applicazione imprescindibile per viaggiare on the road in Australia).
  • Campeggio a pagamento. C’è un costosissimo camping direttamente nel parco nazionale al costo di 38$ per due persone in una piazzola senza elettricità, che volendo offre anche bungalow.
  • Resort con camere singole o letti in camerata, che gestisce anche un servizio shuttle per spostarsi tra Uluru e Olgas.

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