10 consigli per SOPRAVVIVERE ad un viaggio a CUBA

Questo articolo prova a ricomporre i tasselli di quanto ho più o meno appreso sull’isola durante il mio soggiorno a Cuba, traducendolo in pillole per la sopravvivenza! Leggerle vi risparmierà un po’ di fatica, più di qualche Cucco* e diverse fregature.

*Espressione totalmente inventata da noi per indicare i soldi in CUC (valuta convertibile).

CUBA tra cultura e contraddizioni: 10 pillole per la SOPRAVVIVENZA

Pillola n. 1: Non fatevi troppe domande

Cuba è un universo piuttosto complesso da decifrare per via di una specificità storica che la rende un caso più unico che raro a livello mondiale. Una volta atterrati, avrete come me la costante sensazione che qualcosa vi stia sfuggendo.

In primo luogo dovete tenere a mente che il governo fa praticamente il possibile per far vivere al visitatore straniero un’esperienza edulcorata del Paese, mantenendolo lontano da quella che è la reale vita quotidiana della popolazione.

Ad esempio, gli stranieri per muoversi da una città all’altra devono utilizzare degli autobus interurbani speciali della compagnia (pubblica) Linea Azul e non posso prendere i mezzi pubblici, decisamente più economici, dedicati invece alla popolazione cubana (non importa quanto insistiate…il biglietto per l’autobus cubano non ve lo fanno). Perché? Non siamo riusciti a scoprirlo, l’unica cosa che sappiamo è che è illegale.

Molti quesiti e perplessità insorgeranno nel corso della vostra permanenza, il nostro consiglio è quello di evitare di perderci la testa e accettare, nei limiti del ragionevole, il vostro destino.

Autobus linea azul a Cuba

Pillola n. 2:  No, quello che stai per fare non è MAI un affare

Prima di partire per Cuba dovete essere coscienti del fatto che il Paese è povero, la maggior parte della popolazione vive sotto la soglia della povertà con salari decisamente non sufficienti per fare fronte al costo della vita.

I cubani percepiscono mensilmente il corrispettivo di circa 20 euro di stipendio in CUC, la cifra può variare al rialzo o al ribasso a seconda della professione (i medici guadagnano qualcosina in più). Questi soldi sono appena sufficienti per comprare riso e fagioli per tutto il mese e fare fronte alle spese.

Dal momento che il governo cubano vieta alla popolazione iniziative commerciali private al di fuori della lista delle 178 professioni ufficiali (enormemente tassate dallo stato), una gran parte della popolazione è destinata a vivere di espedienti. Una buona fetta dell’economia cubana si alimenta del cosidetto mercato nero, in cui chiunque può essere imprenditore di se stesso e cercare di tirare a campare. Nel 99% dei casi, la vittima degli “imprenditori improvvisati” sono i turisti stranieri e i cubani fedeli alle leggi.

I “truffatori” detti anche jineteros si trovano dietro ad ogni angolo, si tratta tendenzialmente persone che con la scusa di darvi qualche consiglio o proporvi un buon affare vi porteranno via più di qualche quattrino.

Nulla si muove a Cuba se non dietro la promessa di qualche tipo di compenso, ad esempio, il simpaticissimo taxista che si sta offrendo di accompagnarvi in una bellissima casa particular per la notte, sta in realtà mirando ad ottenere una lauta commissione dai padroni del posto, spillando più soldi a voi e diminuendo il guadagno della famiglia ospitante già gravata dalle tasse.

Una piccola parentesi tra una pillola e l’altra, ricordatevi di dare un’occhiata alla guida completa di Cuba 😉

Scopri la guida di Cuba!

Lo stesso vale per chiunque vi suggerisca un ristorante, un bar, una cassa di sigari ecc. Non importa quanto amabili e cordiali siano, l’affare lo stanno facendo solo loro, a spese tanto vostre come dei cubani onesti. Declinate gentilmente tutte le offerte e seguite per la vostra strada.

Prima o poi sarete comunque destinati a cadere in una di queste trappole, in tal caso non ve ne abbiate a male, pensate che sono comunque persone meno agiate di voi e che siete sicuramente in buona compagnia, le storie di truffe tra i visitatori stranieri si sprecano e alcune sono talmente leggendarie che alla fine vi strapperanno anche un sorriso.

Qualche consiglio per non cadere nelle trappole dei jineteros:

  • Quando vi domandano da quanto tempo siete a Cuba e se è la prima volta che ci venite, non è necessario che siate del tutto onesti. Rispondete che sono gli ultimi giorni sull’isola e che comunque ci siete già stati altre volte, vi lasceranno in pace o comunque saranno più “generosi” perché vuol dire che ci ha già pensato qualcun altro a spennarvi.
  • Non accettate di essere accompagnati in ristoranti / bar
  • Non seguite consigli su alloggi / trasporti
  • Non comprate quei sigari!

…e nemmeno quel CD, noi ne abbiamo comprati 2 risultati poi vergini e 1 con una acustica “graffiante”. Fatelo se avete apprezzato molto il gruppo e ci tenete ad incoraggiarlo con un offerta, ma il miglior utilizzo che potrete fare del cd in sé sarà quello di appenderlo alla finestra per spaventare i passeri.

Sara e il suo jineteros a Cuba

Pillola n.3: Aspettate la fine della vacanza per comprare tutti quei sigari

Ogni visitatore ha diritto a riportare a casa 150 sigari, ma non li comprate all’inizio del viaggio, soprattutto se non fumate 😉

Prendetevi un po’ di tempo per abituarvi all’isola, frequentate i negozi di sigari statali, familiarizzate coi prezzi, i formati e la qualità e infine fate il vostro acquisto.

I dipendenti dei negozi statali di sigari non sono molto proni al servizio al cliente nella nostra accezione del termine, tenete sempre a mente che si tratta di persone pagate una miseria e che se acquistate o non acquistate a loro non ne viene in tasca niente, per cui non saranno esattamente propensi a darvi grandi spiegazioni sulla cultura del sigaro, ma potete far tesoro della nostra esperienza.

Un buon sigaro ha una foglia esterna di colore uniforme e senza eccessive striature, l’interno deve risultare ben compatto e non perdere tabacco mentre lo si maneggia, se così non fosse significa che è stato fatto con materiale scadente o di seconda qualità.

Nei negozi si trova tendenzialmente del tabacco di buona qualità, ma fate sempre molta attenzione, non sarebbe la prima volta che un venditore mostra allo sprovveduto acquirente del buon tabacco salvo poi sostituirlo nel retrobottega con dei sigari di bassa qualità e farci così la cosidetta “cresta”. Quindi, non abbiate fretta, fatevi un po’ l’occhio prima di acquistare.

Molti vi incoraggeranno a comprare un sacco di sigari millantando che in Europa saranno facilmente rivendibili a prezzi clamorosi, ciò è pure vero se avete un vostro giro di amici interessato all’acquisto, in caso contrario ve li dovrete fumare tutti, visto che il contrabbando di tabacco è ancora un traffico illecito in Italia e no, per quanto vi piacerebbe, voi non siete un rivenditore autorizzato 🙂

nuovasigari

Pillola n.4: Abbiate un occhio di riguardo per il vostro stomaco.

Come abbiamo già accennato nell’articolo sull’organizzazione del viaggio, vi raccomando nuovamente di avere un po’ di clemenza nei confronti del vostro stomaco che purtroppo non è molto abituato a tutte le ghiottonerie della cucina cubana! Prima di accettare quell’incantevole manicaretto preparato con amore dalla cara vecchina vicina di asciugamano, pensate due volte a come reagirebbe il vostro stomaco.

La nostra ingordigia ad esempio ci ha portato a condividere un sostanzioso e squisito ceviche (pesce crudo marinato con limone e aceto) con un’allegra famigliola che ci aveva preso in simpatia, il sapore era fenomenale, non potevamo smettere di mangiarne! Ecco, questa mossa ce la saremmo tranquillamente potuta evitare, siamo stati puniti con una notte insonne passata sul gabinetto.

Anche quel piattone di cernia pagato pochissimi CUP in quell’anfratto dietro la spiaggia non era proprio indicato…non dite che non ve l’avevamo detto…poi fate vobis!

Pillola n.5: Negoziate…tutto! E informatevi sempre in anticipo sui prezzi

Partite con una buona dose di energie per la negoziazione sfrenata di qualsiasi tariffa. Il prezzo reale di qualsiasi cosa è dal 30% al 50% inferiore di quello che stanno cercando di rifilarvi.

Negoziate, sempre con il dovuto rispetto, le tariffe de las casas particulares, dei taxi collettivi, de tour, delle attività (tipo corsi di sub ecc.) e se vi rimangono ancore energie, negoziate pure il prezzo del ristorante (in anticipo), spesso infatti los paladares (ristoranti) hanno diverse versioni del menú con prezzi “normali” e prezzi “per polli da spennare” (che sareste voi).

Non accettate mai nessun servizio senza esservi prima informati sul prezzo.

Pillola n.6: Investite nell’acquisto di una guida

Internet a Cuba è un bene più unico che raro, quindi dimenticate di essere dei millenials iperconnessi e rispolverate le vecchie buone guide viaggi che vi tireranno fuori da diverse situazioni di empasse.

Noi abbiamo davvero sfruttato a dovere la nostra Lonely Planet, più che altro ci è servita per orientarci in città, avere un’idea spannometrica dei prezzi e scoprire qualche chicca interessante come il quartiere di Fusterlandia all’Havana.

Per conoscere il nostro itinerario di 21 giorni potete leggere questo articolo.

Pillola n.7: Informatevi sui servizi di roaming del vostro operatore.

Anche se in ogni città esistono degli hotspot con il segnale che, previo acquisto di tessera di credito, vi permetteranno di accedere a internet, considerate che le connessioni al web non sono così diffuse sull’isola e un’ora di connessione costa circa 3CUC. A volte per raggiungere il punto con wi-fi più vicino  dovrete camminare parecchio, altre volte l’hotspot non è disponibile e per connettervi a internet dovrete fare la coda all’unico computer disponibile in paese…insomma può essere complicato trovare una connessione, motivo per cui avere i dati sul telefono può essere davvero un bel vantaggio.

Il nostro operatore non prevedeva una tariffa dati per Cuba e i costi del roaming telefonico erano davvero spropositati.

Abbiamo conosciuto un signore tedesco che di professione faceva il commerciale per Vodafone e lui era riuscito incredibilmente ad avere i dati sul telefono, non so se fosse perché era immanicato o se perché effettivamente esiste una tariffa di Vodafone, lascio a voi il compito di scoprirlo 🙂

foto tassista a cuba

Pillola n.8: Non sottovalutate gli effetti della storia

A chi non fosse proprio ferrato in materia di politica internazionale o avesse vissuto in una caverna per gli ultimi 50 anni, consiglio di leggere l’articolo “accenni storici e culturali che fornisce qualche strumento di interpretazione della situazione attuale.

In soldoni vi ricordo che Cuba sia geograficamente che politicamente è una realtà isolata per cui non vi aspettate di trovare negozi o posti per lo shopping che vendano oggetti che vadano al di là dei beni di primissima necessità; a volte poi questi negozi non sono nemmeno facilissimi da scovare, per scoprirli chiedete indicazioni alla gente del posto, ma in generale vi suggerisco di arrivare ben forniti. A me ad esempio hanno rubato le ciabatte sulla spiaggia quando ero a Playa Larga e non sono riuscita a trovare nesun negozio dove comprarne di nuove. Uomo avvisato…

Pillola n.9: Imparate un po’ di spagnolo prima del viaggio

Fortunatamente lo spagnolo per noi non è un problema e in realtà non lo sarà nemmeno per voi, ma imparare qualche parolina prima del viaggio, magari anche con qualche corso online gratuito, darà un bell’impulso alla vostra vacanza.

Parlare lo spagnolo vi permetterà di accedere a degli aspetti della vita cubana che vi sarebbero altrimenti preclusi, quasi nessuno infatti parla inglese al di fuori dei circuiti turistici e vi posso assicurare che una chiacchierata (disinteressata) con un cubano è davvero impagabile, noi personalmente porteremo sempre nel cuore Japón e sua moglie Maria che ci hanno accolto come figli, la simpaticissima Milagros che ci ha fatto fare davvero tante risate e gli ospitalissimi Osmany e Ilenia.

Pillola n.10: Programmate gli spostamenti con qualche giorno d’anticipo

La rete dei trasporti cubana non è esattamente sviluppatissima, le principali città sono collegate dalla rete di autobus turistici gestita dall’azienda Via Azul. È possibile che non vi sia più di un passaggio al giorno verso le destinazioni secondarie e quindi se non si prenota con qualche giorno di anticipo si potrebbe trovare l’autobus pieno. In tal caso avrete due opzioni, o prendere un taxi collettivo oppure arrivare con largo anticipo alla fermata e sperare che qualcuno abbia rinunciato al viaggio.

Anche se deciderete di muovervi solo con taxi collettivi conviene organizzarsi con un po’ di anticipo in modo da negoziare per bene il prezzo e assicurarsi una macchina decente.

Un rapido appunto circa i taxi collettivi, noi ci siamo sempre spostati con questo mezzo e ci è sempre andata bene, qualcuno però ha avuto qualche problema in più, dato dal cattivo stato di conservazione dei mezzi…cercate di evitare i peggiori scassoni, perché non è piacevole trovarsi fermi in mezzo al nulla col sole battente.

Per il resto siate rispettosi, divertitevi e incoraggiate le buone iniziative locali.

Come già accennato nel resto dell’articolo, Cuba è un groviglio di legalità e illegalità e spesso è difficile sapere dove comincia l’una e inizia l’altra, il mio spassionato consiglio è quello di agire sempre secondo vostra coscienza.

Questo significa ovviamente NON incoraggiare in nessun modo le truffe, la prostituzione, la non preservazione dell’ambiente naturale (NON mangiate le tartarughe) e in generale non fate niente di tutto ciò che non vorreste venisse fatto a casa vostra.

Siate rispettosi con la popolazione che vi accoglierà a braccia aperte e se volete fare davvero felice qualcuno portatevi qualche chiavetta USB da casa con un po’ di video musicali, avrete conquistato un amico per la vita.

Spero che questi consigli per il vostro viaggio a Cuba vi siano di utilità, se ne avete altri non indugiate a lasciarci un commento, sicuramente saranno utili ad altri viaggiatori.

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