Ko Phayam, un’isola senza macchine dall’autentico fascino thailandese

Durante 12 mesi di viaggio abbiamo avuto un “colpo di fulmine” per ogni paese visitato: il primo è stato il Western Australia, un amore a prima vista inaspettato e davvero molto intenso, il secondo possiamo dire di averlo avuto con l’isola sud della Nuova Zelanda e Fiordland, mentre il terzo in Thailandia è stato con Ko Phayam, un’isola dove non circolano automobili, dal “fascino thai” ancora intatto e fuori dai circuiti turistici classici.

Siamo partiti per Ko Phayam con l’idea di fermarci una settimana e ci sembrava pure troppo, ed invece abbiamo prolungato il nostro soggiorno come molti viaggiatori prima di noi.

Spiagge-Ko-Phayam

Perché abbiamo scelto Ko Phayam

In Thailandia avevamo un obbiettivo ben preciso: scoprire isole sconosciute al turismo di massa e mostrare che anche uno dei paesi più turistici al mondo può avere ancora dei segreti. E per questo abbiamo scelto Ko Phayam, un’isola al largo di Ranong vicina al confine con il Myanmar, sicuramente poco sviluppata, frequentata più che altro da turismo locale e qualche “viaggiatore indipendente”.

Cosa aspettarsi da Ko Phayam

In Thailandia c’è un’isola per tutti i gusti: quella per fare festa come Ko Phangan con i full moon party, quella con spiagge mozzafiato super affollate come Ko Phi Phi e poi ci sono isole più timide e silenziose, che conservano il fascino della vera Thailandia, dove il dolce far niente o il girovagare senza meta la fanno da padrone e la preoccupazione del giorno è scegliere l’amaca giusta dove leggere un bel libro.. Ecco, Ko Phayam fa parte di quest’ultima categoria.  

L’isola però non è per tutti, in giro si trova spazzatura (soprattutto vicino al porto), un sacco di cani lasciati al loro destino e ristoranti fatiscenti, anche se con il cibo più buono mai provato in Thailandia! A Ko Phayam le strade sono strette e dissestate percorribili solo da motorini, che creano un certo via vai e inquinamento acustico. Qui non troverai nessun fast food, ma cibo fresco e la genuinità degli abitanti locali, non sempre gentilissimi con i turisti.. Quest’isola bellissima e poco sviluppata, conserva ancora la sua anima thailandese intatta, nel bene e nel male.

Relax a Ko-Phayam

Perché ci siamo innamorati di Ko Phayam

Le spiagge della costa ovest, i tramonti, gli animali e sopratutto l’Hippy bar, sono le quattro cose che ci hanno fatto innamorare dell’isola..

Le migliori spiagge si trovano tutte a ovest dove il mare ha una temperatura davvero perfetta, che volendo ti permette di passare ore in ammollo. La più bella è probabilmente Heaven Beach, con la sua acqua verde trasparente e le sue mangrovie. Poco lontano proseguendo sulla stessa strada c’è Monkey Bay, una piccola baia che si raggiunge percorrendo un cammino accidentato, circondato da una giungla abitata da scimmie, tucani e scoiattoli. Le scimmie non è per niente difficile vederle, mentre per  i tucani bisogna avere pazienza e seguire il loro canto 🙂

Long Beach è poi una bellissima spiaggia dove si trovano la maggior parte dei bungalow per alloggiare e l’imbarazzo delle scelta riguardo i bar! Un must è godersi il tramonto sorseggiando una piña colada ed ovviamente “svaccarsi” su un’amaca!

La spiaggia da cartolina si trova invece a Buffalo Bay dove il bagno si fa solo con l’alta marea, sempre sullo stesso lato dell’isola. Questo angolo è un piccolo paradiso che normalmente si condivide solo con qualche decina di persone.

Anche se all’information center e sulla mappa segnalano delle zone dove è possibile fare snokelling, i coralli sono praticamente tutti i morti ed è molto raro avvistare pesci o tartarughe. Non buttare via soldi per fare un tour intorno all’isola, ma piuttosto tieniti due o tre giorni per visitare le vicine Surin Island, che ospitano una fauna marina notevole tra cui dei bellissimi silver tip shark..

spiagge-ko-phayamScimmie a Ko-Phayam

A Heaven Beach si trova poi il famoso e amatissimo Hippy bar, un’enorme e pericolante locale a forma di nave pirata, costruito interamente in legno! E’ possibile sorseggiare squisiti e dissetanti fruit shake o mangiare un pad thai, ma il top è bersi un cocktail sulla prua di notte con l’alta marea, quando l’acqua arriva fino sotto il bar e sembra proprio di stare su una vera nave..

hippy-bar-ko-phayamspiagge-ko-phayam

E poi c’è Ko Kham, l’isola privata di Lorenzo

Ko Phayam ha diversi segreti da scoprire per chi ha una sana curiosità da esploratore.. Tra questi sicuramente Ko Kham, un’isoletta che si gira in 10 minuti, di proprietà di una famiglia della vicina cittadina di Ranong ma da 6 anni affittata a Lorenzo, che insieme a un eremita giapponese e qualche capra sono gli unici inquilini! L’isola è raggiungibile a nuoto, in Kayak, o camminando per 10 minuti con la bassa marea. Per chi non volesse affrontare la camminata c’è anche la possibilità di godersi la vista dalla costa, su una bellissima spiaggia deserta che ospita un resort praticamente abbandonato. 

foto-ko-phayam

Dove alloggiare a Ko Phayam

Io e Pedro abbiamo prenotato all’ultimo minuto e trovato posto solo al Sabai Sabai, ma alla fine la scelta è stata la migliore! Sebbene i bungalow si trovino su una spiaggia sul lato est dell’isola, carina ma non spettacolare, questa costa è la più ventosa e fresca. I Bungalow sono tutti molto carini e vicinissimi alla spiaggia e nei dintorni del bar ci sono diversi punti dove rilassarsi e leggere un libro. La spiaggia poi è utilizzata quasi esclusivamente dagli ospiti della struttura. Il Sabai Sabai è anche uno dei pochi complessi di bungalow con una wifi funzionante e elettricità dalle 8 alle 24. Unica pecca per noi, il servizio ristorante! Il cibo è fresco e squisito.. quando hai la fortuna di trovare qualcuno che abbia voglia di servire! Le poche volte che abbiamo mangiato nella struttura ad eccezione del fried rice, tutto era davvero eccessivamente piccante. Ad ogni modo la struttura si trova a 10 minuti dal Pier (porto) dove si trovano moltissimi ristoranti.

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Se invece preferisci alloggiare nella spiaggia più bella, allora consigliamo di prenotare qualche struttura a Long Beach. Su Agoda, che a nostro avviso in Thailandia è il sito con più alternative, è possibile prenotare direttamente alcuni bungalow, ma la maggior parte si contatta solo telefonando, inviando una mail o direttamente di persona! Mi raccomando sotto le feste prenota con largo anticipo, altrimenti non troverai motorini da noleggiare!

Dove mangiare

Ci sono diversi posticini che ci sono piaciuti a Ko Phayam, tra questi segnaliamo il Sabi Dee, vicino al pier dove si trova pane fatto in casa, buonissimi pancake e i migliori fruit shake dell’isola; il Tum restaurant sulla strada centrale che scende verso Long Beach (quasi alla fine della strada), provate i noodles di soia! Se sei stufo del cibo thai invece, non perdere le tagliatelle fresche di Francesca all’Osteria del Tempo Perso e la pizza ai quattro formaggi di Paolo’s sulla stessa strada del Tum restaurant.

Per chiedere un piatto non piccante ricorda di ordinare tutto “Mai Pet” ed evita il curry!

ristoranti-ko-phayam

Costi e informazioni utili

Durante la settimana di capodanno, abbiamo speso circa 32€ al giorno a testa (1.230 Bhat), non economico insomma per essere in Thailandia ma onesto se si considera che non abbiamo badato a spese. I costi in moneta locale al giorno per due persone sono stati:

  • Bungalow: 500 Bhat (si trovano senza vista mare a meno volendo)
  • Motorino: 300 Bhat (caro sotto le feste in effetti, normalmente lo potete trovare a 200 Bhat)
  • Pasti (colazione/pranzo/cena fuori + spuntini vari + cocktails, birre varie e serata di capodanno): 1660 bhat al giorno (anche qui qualcosa si può risparmiare portandosi del cibo da Ranong)

Per quanto riguarda la copertura telefonica, sull’isola funzionano sia True Move che Ais (all’aeroporto di Bangkok a qualsiasi ora arriviate potete acquistare una sim). La wifi comunque si trova un po’ in tutti i ristoranti e alcune strutture. 

Sull’isola non ci sono ATM, quindi ritira abbastanza soldi e preventiva anche di fermarti qualche giorno in più (come è successo a noi). Si può ritirare contante in alcuni negozi, ma caricano il 6% di commissione.

Tieni presente che in molte strutture l’elettricità funziona solo la sera.

Come raggiungere l’isola

Sull’isola si arriva in barca dalla città di Ranong, che si può raggiungere da Bangkok tramite VIP Bus notturni che partono dal terminal sud  (noi abbiamo prenotato tramite il sito Thaiticketmajor ma si trovano biglietti online anche su 12go.asia). Gli autobus sono comodissimi con sedili reclinabili e si dorme benissimo! Se si preferisce il treno, è possibile arrivare a Chumpon e poi prendere un mini bus per Ranong. Una volta arrivati al porto della cittadina si può scegliere tra speedboat, che ci mette circa 40 minuti e costa 350 Bath a testa solo andata, o un ferryboat che ci impiega un paio d’ore e costa sui 200 Bhat. Per maggiori informazioni  più o meno aggiornate sull’isola, orari delle barche, contatti di emergenza etc. puoi fare riferimento al sito Kohphayam.org.

Per organizzare il viaggio in Thailandia ricordate di dare un’occhiata alla nostra guida!

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14 commenti riguardo “Ko Phayam, un’isola senza macchine dall’autentico fascino thailandese”

  • Fabio ha detto:

    Sono circa le 14.. e in questo momento mi trovo sbragato sotto una mangrovia nella parte terminale si Long Beach.. Condizione privilegiata credete.. Vengo da un lungo girovagare di posti magnifici: Railay, Koh Hong, Koh Lanta, Koh Tao, Koh Phangan, ma qui l’ atmosfera è al top..

  • La Vale ha detto:

    Francesca ed Andrea, secondo me nessuno dei due ha letto l’articolo. Abbiamo segnalato e sottolineato che quest’isola non è per tutti e sicuramente non per turismo di massa. Abbiamo indicato che l’isola non è sviluppata, non adatta a chi si aspetta certi servizi, sottolineando sia i lati positivi che negativi con tutta la sincerità possibile. Questo blog non ucciderà nessuno ne tantomeno l’isola, il problema è la cattiva gestione del territorio, l’assenza di un piano di conservazione ambientale del governo che continua a ripetere gli stessi errori fatti in paradisi come Ko Phi Phi o Ko Lipe e anche l’abusivismo di chi con il turismo ci campa sull’isola. Io e Pedro poi non abbiamo scoperto l’America, Ko Phayam è ampiamente pubblicizzata da diversi anni da guide turistiche, siti internet e blog con portata mondiale, nettamente superiore alla nostra. Ricordiamo anche che la Thailandia è una delle destinazioni turistiche numero uno al mondo e nessuna delle sue isole è vergine. Il nostro articolo è una recensione onesta e sincera di un luogo che ci rimarrà sempre nel cuore.

    • francesca riccardi ha detto:

      ciao vale…. letto l’articolo e mi sembra anche onesto…. io polemizzavo con chi ha cominciato 10 anni a pubblicizzare l’isola e ora fa il purista….. concordo con chi sta uccidendo l’isola… in primis i payamesi che suggestionati dalle prime case di cemento che gli STRANIERI hanno costruito sono impazziti per la mattonificazione dell’isola…. secondo da parvenus vari che nel giro di 3 4 anni hanno stravolto l’atmosfera… ora chi fa business a payam sbarca direttamente dal drone!

  • Andrea ha detto:

    Ma perché???
    Perché fate tutta sta pubblicità all’Isola se vi piace così com’è?
    Non ci avete pensato prima?
    PUBBLICITÀ NO GRAZIE!!!

    • Pedro ha detto:

      Ciao Andrea,
      immagino tu viva sull’isola.. Capisco le tue preoccupazioni però secondo me quando si scopre qualcosa di bello non è neanche giusto tenerselo tutto per sè.
      Noi siamo stati benissimo sull’isola, abbiamo fatto amicizie con ragazzi che vivono lì da anni e credo non abbiamo causato nessun disturbo. E dove abbiamo conosciuto l’isola? Su un altro blog.
      È vero che stiamo pubblicizzando l’isola con questo articolo però stiamo anche facendo capire che tipo di turisti sono accettati, quelli con animo da viaggiatore, che non hanno bisogno di un hotel con mura di cemento e non gli importa mangiare con intorno cani randagi. Io credo che gli abitanti dell’isola non siano contrari a questo tipo di turismo.
      Ad ogni modo Ko Phayam già non è un’isola vergine. Sono decine se non centinaia, i “bungalow resorts” e i bar che ammiccano ai turisti.. alla fine dei conti non abbiamo scoperto mica nulla 😉

      • Andrea ha detto:

        Purtroppo più gente arriva e più si cementifica l’isola.
        12 anni fa c’era un quinto di ciò che avete visto.
        Poi la gente l’ha messa su FB, nei blog, su you tube ecc. ed è iniziato il turismo di massa che ha richiamato avidi investitori esterni che hanno comprato degli ingenui isolani terre che erano loro da generazioni pagando grosse cifre.

        Nessuno pensa di fare danni “condividendo” il posto.
        Ma se lo pensate davvero siete molto ingenui o in malafede.

        Quando iniziano a girare grossi capital ed interessi, inevitabilmente la pace e la natura muoiono.

        • Pedro ha detto:

          Guarda Andrea,
          capisco cosa dici, però questo è un movimento globale che non possiamo arrestare semplicemente smettendo di descrivere i luoghi che ci piacciono.
          Nel nostro caso per esempio viviamo a Barcellona da diverso tempo e abbiamo notato il cambiamento che ha vissuto questa città dopo il boom turistico degli ultimi anni.
          Alle persone piace viaggiare e vedere posti nuovi, scommetto che anche tu prima di arrivare su quell’isola hai fatto del turismo in qualche altro luogo della terra. Magari anche tu hai visitato Barcellona contribuendo a minare la tranquillità dei suoi quartieri.
          Se Ko Phayam e la Thailandia non vogliono ricevere più turisti basterebbe che i loro governi adottassero misure in tal senso. Però a noi piace viaggiare e ci piacerebbe tornare a Ko Phayam, sarebbe un dispiacere non poterlo fare perché qualcuno la considera di sua proprietà.

          • francesca riccardi ha detto:

            e per altro il governo thai le misure per frenarci le stanno già adottando… e ci si lamenta anche di quelle… a roma si dice…. ma che vuoi… la botte piena e la moglie ubriaca…. (in romano… ma che voi… la botte piena e la moje ‘mbriaca?)

        • francesca riccardi ha detto:

          bisognava non cominciare a comprare 20 anni faaaaaa

    • francesca riccardi ha detto:

      andreaaaaaaaaaa… maddai….. le prime pubblicità dell’isola che sono partite sono stati i gruppi amici di koh payam friends “promosso” da paceluce… ma suvvia… e il profilo di koh kham su facebookk con original italian chef…. l’isola per i gusti miei è “alla deriva”…. non so cosa potra succedere in qualche anno…. ma credo che a questo punto sarà questo blog ad ucciderla e che l’osteria di legno contribuisce in qualche modo a difenderla perché i viaggiatori ma anche i turisti la notano la differenza… sono troppo immodesta se credo che in qualche modo l’osteria sta creando coscienza? perché la gente lo nota che siamo diversi…. arrivano persone che nel tragitto dal pier a qui hanno già capito e di quando passano qui di fronte applaudono! andre’… sono fiera!

    • Pedro ha detto:

      Ragazzi,
      forse non lo sapete ma Ko Phayam è segnalata anche dalla Lonely Planet. Vi assicuro che non sarà questo blog a farla scomparire 😉
      Il nostro intento è solo quello di farla conoscere ad altri viaggiatori, come noi, come voi..

  • francesca ha detto:

    ciao carissimi…. avervi sull’isola è stato un privilegio! vi aspettiamo e chissà se per allora avremo inventato nuovi piatti! un bacione dall’Osteria del tempo perso!

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