4 bellissime Isole thailandesi fuori dai circuiti turistici

La nostra missione arrivati in Thailandia era quella di scoprire isole non troppo affollate e dalla tipica atmosfera rilassata Thai. In molti ci avevano avvisato che non sarebbe stata cosa semplice dato che il paese è tra le destinazioni più turistiche al mondo, ma noi non ci siamo fatti scoraggiare e qualche paradiso perduto lo abbiamo trovato!

In questo articolo vi raccontiamo il nostro viaggio alla ricerca di isole fuori dai circuiti turistici tradizionali e prive di segni tipici delle zone dove il turismo di massa si è fatto strada con un esercito di bulldozer al seguito.

Le foto di Ko Phayam

Ko Phayam

Ko Phayam è stato il nostro primo grande amore in Thailandia e la prima isola che abbiamo visitato. Una volta arrivati abbiamo capito subito che il nostro programma di viaggio sarebbe cambiato e che avremmo prolungato il nostro soggiorno. Questa piccola isola situata al confine con il Myanmar è in qualche modo rimasta sconosciuta alla massa di turisti che preferiscono crogiolarsi altrove.

Il suo rilassato carattere thailandese è rimasto intatto, e anche se molti dei suoi abitanti ci hanno raccontato essere cambiata tantissimo negli ultimi anni, noi l’abbiamo trovata ancora squisitamente selvaggia. Qui non circolano macchine e almeno per ora una folta giungla ricopre la maggior parte della superficie.

A Ko Phayam vivono incredibili specie animali come tucani, scimmie, aquile di mare e scoiattoli non difficili da avvistare, basta avere orecchie tese e occhi ben aperti!

I servizi base non mancano, ma l’elettricità c’è solo di sera e non esistono fast food o Starbucks, motivo per cui questo piccolo paradiso è rimasto poco affascinante agli occhi di chi senza hotel a 5 stelle non può vivere.

Le spiagge bianche spesso deserte, l’acqua trasparente e calda, il cibo fresco e i tramonti vi faranno innamorare di Ko Phayam. Come arrivare, dove mangiare, dove dormire e altre informazioni le trovi nel nostro articolo dedicato.

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Surin Island

Hai presente quel mare smeraldo che sembra finto e che ti aspetti di trovare in Thailandia? Ecco questo è esattamente il colore delle acque che circondano l’arcipelago delle Surin Island.

Sabbia bianca, spiagge da cartolina e una vita marina straordinaria sono le uniche attrazioni di questo parco nazionale formato da cinque isole.

A parte 6 bungalow che bisogna prenotare con tre mesi di anticipo minimo, l’unica altra possibilità dove poter pernottare è costituita da due campeggi con tende permanenti allineate sulla spiaggia messe a disposizione dal parco nazionale, insieme al noleggio di sacchi a pelo e materassini piuttosto sottili. Tra i due consigliamo il campeggio più grande, che dispone di più bagni, servizi e tende all’ombra tutto il giorno.

Solo sull’isola principale è possibile pernottare mentre per visitare le altre sarà necessario noleggiare una long-tail boat. I servizi qui sono davvero limitati, con l’elettricità che funziona dalle 18 alle 22 e un solo ristorante con una decina di piatti tra cui scegliere. Nessun intrattenimento insomma ad esclusione degli snorkelling tour organizzati due volte al giorno dal personale del parco e la lettura di un buon libro dondolando su un’amaca che consigliamo di portare dalla terra ferma.

Le Surin Island, che con le Similan Island sono tra i più rinomati luoghi dove fare dive e snorkelling in Thailandia, rimangono un tranquillo paradiso nel Mar delle Andamane.

Come raggiungere le Surin Island

Per raggiungere le Surin puoi prendere una speed boat che ogni mattina parte dal porto di Kuraburi, 15 km nord dal centro cittadino. Per prenotare i posti e le tende è possibile chiamare direttamente il quartier generale del parco nazionale, dove la simpatica Nok parla un ottimo inglese!

Per raggiungere Kuraburi da Bangkok invece, devi per forza prendere un bus o un aereo per Ranong e poi un altro autobus per Kuraburi.  Il parco nazionale delle Surin è chiuso durante la stagione delle piogge.

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Ko Bulon Lae

Immagina una minuscola isola percorribile a piedi da un lato all’altro in 15 minuti, una lunga spiaggia bianca praticamente deserta, una scuola dove i bambini sorridono ai pochi viaggiatori che sembrano essersi persi, elettricità solo di sera, un esercito di paguri che occupano la spiaggia di notte, abitanti locali che chiacchierano davanti l’uscio di casa la sera e cibo delizioso.. Un sogno vero?

In realtà questo posto esiste e si chiama Ko Bulon, un’isola inspiegabilmente scampata alla massa di turisti che ogni anno la bypassano per spostarsi nella vicina e super affollata Ko Lipe.

Qui la scelta di ristoranti e posti per dormire è davvero limitata, così come le spiagge dato che solo una è balneabile, ma l’assenza di macchine e motorini, centinaia di farfalle colorate che svolazzano intorno e un’acqua incredibilmente cristallina, sopperiscono a qualsiasi mancanza quest’isola possa presentare.

Dalla spiaggia principale poi si gode una bellissima vista dell’arcipelago del Mu Ko Phetra National Park. 

Come Raggiungere Ko Bulon

Per l’isola parte ogni giorno in alta stagione una speed boat da Pak Bara che ti lascerà di fronte alla spiaggia del Bulon Resort, dove poi sarai recuperato da un long-tail Boat, dato che in questa mini isola non esiste un porto.

Per arrivare a Pak Bara è possibile prendere un volo o un bus per Hat Yai e poi un mini bus per la cittadina. Sotto le feste conviene prenotare vista la scarsità di strutture dove dormire.

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Ko Tarotao

Ko Tarotao è in assoluto l’isola più selvaggia di tutta la Thailandia e in quanto tale anche quella con meno servizi in assoluto.

Come le Surin Island, la gestione dei bungalow e del ristorante è affidata al personale del parco nazionale, per cui se la scelta su dove dormire e cosa mangiare è davvero molto limitata. Qui dovrai stare attento a nascondere il cibo perché le scimmie sono pronte a fregartelo in ogni momento e quello che rimane viene divorato dai maiali selvatici che pascolano di notte intorno agli alloggi.

L’isola è davvero uno spettacolo di natura incontaminata con una foltissima giungla e lunghissime spiagge molto spesso deserte o condivise con una ventina di altri turisti al massimo. Lo spettacolo vero arriva verso il calar del sole, quando decine di tucani svolazzano intorno ai bungalow e anche le scimmie si spostano in spiaggia per godersi il tramonto..

Ko Tarotao è molto grande e vista l’assenza di macchine e motorini l’unico mezzo di trasporto sono le biciclette, il che con il sole cocente e strade che si districano tra montagne alte fino a 700 metri, ne rende particolarmente difficile l’esplorazione.

Uniche alternative sono noleggiare un giro in long tail-boat molto costoso o prenotare un round trip al parco nazionale la mattina; un addetto del parco, se disponibile, ti accompagnerà per un paio d’ore a Ao Talo Wao o Ao Son.

Un servizio “taxi” poi permette di spostarsi due volte al giorno tra Ao Phante (la spiaggia principale) e Ao Molee, dove sono presenti le due strutture di bungalow.

Tanto per rendere l’idea della perdizione di questo luogo,  l’isola è stata utilizzata per molto tempo come prigione, a Ao Tao Wao un breve walking track spiega la storia dei convitti..

L’isola non è per tutti e la consigliamo solo a chi ama l’assoluto isolamento, ha un forte spirito di adattamento o è un appassionato di escursioni in bicicletta. Se decidi di visitarla ricorda di portare cibo e acqua visto che i ristoranti e il piccolo negozio sul porto non sono aperti tutto il giorno.

Come raggiungere Ko Tarotao

L’isola si trova a solo mezz’ora di speed boat da Pak Bara e si può raggiungere anche da Ko Lipe e le altre isole del parco nazionale. Per gli alloggi è possibile prenotare al quartier generale del parco al porto di Pak Bara o una volta arrivato sull’isola. Consigliamo i bungalow meno costosi e non in prima linea di mare sulla spiaggia principale di Ao Phante, sono meno carini ma decisamente più freschi e meno isolati che quelli a Ao Molee.

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Se avessimo avuto il tempo avremmo sicuramente visitato anche Ko Jum, un’isola poco conosciuta nella provincia di Krabi dall’atmosfera rilassata e con stupende spiagge, e Ko Libong, la più grande e meno affollata delle Trang e casa di una numerosa popolazione di Dugong, mammiferi marini in via di estinzione; entrambe sono situate nel Mar delle Andamane. Se hai occasione di vistarle contattaci e includeremo i tuoi consigli e foto nell’articolo!

Buon viaggio!

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